Loredana Lecciso racconta il "miracolo" del figlio Bido, che non era a Crans-Montana la notte dell'incendio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La vita, spesso, si regge su un fragile e imperscrutabile equilibrio, dove un dettaglio, una scelta apparentemente insignificante, può disegnare destini radicalmente opposti. È quanto accaduto a Bido Carrisi, il figlio più giovane di Al Bano e Loredana Lecciso, il cui percorso ha sfiorato, senza incrociarlo, il tragico evento che ha insanguinato il Capodanno in Svizzera. Come ha rivelato la stessa Lecciso in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno Puglia, il ragazzo avrebbe infatti dovuto trascorrere la notte di San Silvestro a Le Constellation, il locale di Crans-Montana poi devastato dalle fiamme, un fatto di cronaca nera che ha causato la morte di quaranta giovani. Un cambiamento di programma dell’ultimo momento, un ripensamento improvviso, ha di fatto risparmiato al ventisettenne un destino terribile, consegnando alla famiglia un drammatico “cosa sarebbe potuto accadere” su cui riflettere.
Un periodo di tensione familiare
L’intervista della showgirl, che ripercorre giorni di forte apprensione, tocca anche un altro aspetto personale, ovvero il malore che l’ha colpita poco prima della sua recente partecipazione al programma Domenica In, accanto al compagno Al Bano. Un episodio fisico che si è inserito in un momento emotivamente carico, segnato dalla consapevolezza della tragedia sfiorata e dal sollievo, per quanto intriso di angoscia retrospettiva, per la salvezza del figlio. Le sue parole non indugiano sul patetico, ma tratteggiano con efficacia lo stato di shock per una fatalità evitata per un soffio, un evento che inevitabilmente scuote le certezze e impone una ridefinizione della normalità.
Il peso di una decisione dell'ultimo minuto
Quello che emerge dal racconto, al di là della dimensione privata, è l’assoluta imprevedibilità degli eventi. La dinamica, per cui Bido Carrisi frequenta regolarmente quel locale e aveva pianificato di esserci proprio quella sera, rende la vicenda ancor più emblematica. La sua assenza, determinata da un cambio di idea su cui non sono stati forniti ulteriori dettagli, assume i contorni di un vero e proprio scampato pericolo. Una circostanza che Al Bano, sempre secondo quanto riferito dalla Lecciso, ha interpretato come una forma di protezione legata alle proprie radici, arrivando ad affermare che “li ha salvati Cellino San Marco”, il paese natale in Puglia.
Il confronto con una tragedia collettiva
La narrazione di questa esperienza personale si svolge sullo sfondo di una delle più gravi sciagure recenti in Europa, un incendio le cui indagini sono ancora in corso per accertare dinamiche e responsabilità. Mentre le autorità svizzere proseguono le loro inchieste, la storia della famiglia Carrisi-Lecciso rappresenta uno di quei casi in cui il lutto collettivo si interseca con un ringraziamento privato, un intreccio di dolore e fortuna che lascia un segno profondo. La riflessione, dunque, non può che spostarsi sulle quaranta vite spezzate, giovani che quella sera non hanno avuto lo stesso, casuale, ripensamento.




