Strage a Crans-Montana, identificate tutte le 40 vittime dell'incendio di Capodanno
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Redazione Interno
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La polizia cantonale del Vallese ha posto fine all'angosciosa attesa dei familiari, annunciando di aver completato l'identificazione di tutte le persone morte nell'incendio divampato la notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana. Il bilancio, tragico e definitivo, si ferma così a quaranta vittime, la cui età, come è emerso, spazia dai 14 ai 33 anni, a testimonianza di una serata che doveva essere di festa e si è invece trasformata in una trappola mortale per giovani e giovanissimi. La dinamica dell'evento, che ha visto le fiamme propagarsi con violenza inaudita, rimane al centro delle indagini della procura locale, la quale ha già sottolineato come si stia esaminando con scrupolo il ruolo della schiuma fonoassorbente che rivestiva le pareti, materiale che avrebbe preso fuoco in modo rapidissimo.
L'aggiornamento sui connazionali coinvolti
Per l'Italia, la conta del lutto si è purtroppo aggravata nelle ultime ore. Se inizialmente si parlava di quattro vittime accertate, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dovuto rettificare il dato, affermando con toni cupi che "purtroppo le vittime italiane sono sei e tutte accertate". A queste si aggiunge la ferita ancora aperta dei dispersi, che restano due secondo gli ultimi aggiornamenti, mentre la sorte di altri giovani ricoverati all'estero suscita apprensione. La macchina dei soccorsi e del rimpatrio è comunque in movimento: i feriti, alcuni dei quali con gravissime ustioni, vengono progressivamente trasferiti in patria, dove tre di loro sono giunti all'ospedale Niguarda di Milano, mentre un volo di Stato dell'Aeronautica Militare si occuperà nei prossimi giorni di riportare in Italia le salme dei connazionali deceduti.
Le indagini e le prime accuse
Sul fronte giudiziario, la procura vallese procede con determinazione, avendo già iscritto nel registro degli indagati i due proprietari del complesso, ai quali viene contestato il reato di omicidio colposo plurimo. Le dichiarazioni del sindaco, il quale ha sostenuto che "non siamo stati permissivi nei controlli", si scontrano con le prime testimonianze che parlano di una via di fuga, pur esistente, che risultava però bloccata nel momento critico, impedendo a molti di mettersi in salvo. Un elemento, quest'ultimo, che gli investigatori dovranno chiarire nei dettagli, incrociando rilievi tecnici e deposizioni, per ricostruire con precisione le concause che hanno portato a una simile sciagura.
Il profilo delle vittime e la gestione dell'emergenza
L'identificazione delle ultime sedici vittime ha permesso di tracciare un quadro completo della composizione internazionale del gruppo presente quella sera. Accanto ai sei italiani, si contano svizzeri, francesi, portoghesi e belgi, molti dei quali adolescenti, in una mescolanza che rende la tragedia ancor più dolorosa per l'intera regione alpina. L'operato dei soccorritori, sotto la guida del coordinatore inviato da Roma, si è concentrato fin dal primo momento nell'assistenza ai superstiti, alcuni dei quali versano in condizioni critiche negli ospedali svizzeri e italiani, e nel supporto alle famiglie, alle quali ora non resta che attendere il ritorno dei propri cari per dare un estremo saluto.




