Milano dà l'addio a Chiara e Achille, vittime dell'incendio di Crans-Montana
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Redazione Interno
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Un silenzio insolito, carico di un dolore che ancora stenta a trasformarsi in consapevolezza, ha avvolto questa mattina gli ambienti del liceo Moreschi, dove studiava Chiara Costanzo. Laddove, al suono della campanella, il normale vociare degli studenti segna l'inizio della giornata, oggi è subentrata una pesante quiete, una percezione collettiva di assenza che ha guidato il ritardo simbolico concesso alla sua classe. Un gesto discreto, volto a riconoscere, senza bisogno di molte parole, il vuoto lasciato da una sedicenne la cui vita è stata stroncata insieme a quella del coetaneo Achille Barosi nel rogo che, nella notte di San Silvestro, ha divorato il locale Le Constellation nella stazione sciistica svizzera di Crans-Montana, causando la morte di quaranta persone. La tragedia, che ha colpito nel mezzo di quelle che il ministro Giuseppe Valditara ha definito "circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza", ha interrotto brutalmente le vacanze natalizie per un intero gruppo di famiglie, rimandando a casa, in una bara, giovani partiti per festeggiare.
Due cerimonie parallele nella città ferita
La macchina della cronaca nera, dopo le fasi dell'emergenza e del riconoscimento delle salme, giunge oggi al momento più intimamente lacerante: quello del commiato. Milano, città d'origine dei due ragazzi, si prepara a ospitare due funerali distinti ma concomitanti, fissati per le 14.45 in due dei suoi luoghi di culto più emblematici. Per Chiara, la celebrazione si terrà nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre per Achille in quella di Sant'Ambrogio, creando così due poli di raccolta per il cordoglio di parenti, amici e compagni di scuola, molti dei quali hanno deciso di essere presenti nonostante il trauma. Una scelta, quella di officiare le esequie in contemporanea, che evita gerarchie del dolore e permette a ciascun cerchio affettivo di ritrovarsi in un spazio dedicato, pur nell'unità di un lutto che ha scosso l'intera comunità scolastica e cittadina.
Il minuto di raccoglimento nelle scuole italiane
L'onda d'urto della sciagura, del resto, ha valicato i confini di Milano e della stessa Svizzera, toccando da vicino il mondo dell'istruzione nazionale. In molte scuole di tutta Italia, infatti, questa mattina è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime dell'incendio, un atto di pietà collettiva che ha unito idealmente studenti e docenti nel ricordo di esistenze spezzate. Un ritorno sui banchi, quello di ieri e oggi, segnato da una profonda amarezza, poiché per alcuni di quei ragazzi le vacanze appena concluse sono state le ultime, trasformando il ritorno alla normalità della routine scolastica in un esercizio di difficile elaborazione. Le istituzioni, attraverso la presenza annunciata del ministro Valditara alle esequie milanesi, riconoscono la portata di una perdita che investe non solo le famiglie ma anche il tessuto sociale in cui quei giovani erano inseriti.
Le indagini proseguono mentre la città piange
Mentre le investigazioni sulle cause del rogo, coordinate dalle autorità elvetiche, proseguono per accertare ogni dinamica e possibile responsabilità, la giornata odierna appartiene interamente al rito del saluto. Le esequie di Chiara Costanzo e Achille Barosi rappresentano il culmine di una settimana di dolore privato e pubblico, iniziata con l'allucinante notizia della tragedia e proseguita con la veglia delle salme. La città, nel suo insieme, si ferma per un pomeriggio, sospendendo il flusso ordinario delle proprie attività per concentrarsi su due vite finite troppo presto, simboleggiate da due chiese che sono monumenti alla storia di Milano e che, oggi, diventano santuari di una memoria ancora fresca e straziante.




