Milano, il doloroso addio a Chiara e Achille, vittime del rogo di Crans-Montana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano ha accolto con un silenzio greve e partecipato i funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi, due dei sei adolescenti italiani strappati alla vita dal tragico incendio divampato nella discoteca Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno. Le due celebrazioni, tenutesi in contemporanea nel primo pomeriggio in due basiliche storiche della città, Santa Maria delle Grazie per Chiara e Sant’Ambrogio per Achille, entrambi sedicenni, hanno visto una commovente e immensa partecipazione di persone, che hanno riempito ogni spazio disponibile all’interno dei luoghi sacri e hanno affollato i sagrati e le piazze antistanti, rendendo tangibile, oltre al lutto privato, una dimensione collettiva di cordoglio.

Una città in lutto, dentro e fuori dalle basiliche

Già un’ora prima dell’inizio delle esequie, fissate per le 14.45, centinaia di persone attendevano in fila davanti ai portoni delle chiese, un fiume silenzioso di amici, compagni di scuola, conoscenti e semplici cittadini accomunati dallo sgomento per una sciagura che ha colpito nel fiore degli anni. All’apertura dei battenti, la folla si è riversata all’interno con compostezza, riempiendo completamente i due edifici in pochi minuti, lasciando molti altri a seguire la funzione dall’esterno, in un clima di raccoglimento assoluto, interrotto solo dal fragore degli applausi che hanno salutato l’uscita delle bare. I famigliari, visibilmente provati, occupavano i primi banchi, mentre sui lati trovavano posto i compagni di scuola e di vita dei due ragazzi, molti dei quali, reduci dalla stessa vacanza in Svizzera, portavano sul volto i segni di un trauma ancora vivo e di una gioia perduta.

Il ricordo e il peso dell'assenza

L’omelia, carica di dolore ma anche di un affetto ricordato, ha toccato corde profonde, evidenziando, attraverso parole forti, come ci siano “moderni Erode che calpestano l’innocenza”, un’amara riflessione sulla vulnerabilità e sulla violenza con cui il fato ha interrotto esistenze solo all’inizio. La stessa mattina, d’altronde, le scuole di tutta Italia avevano osservato un minuto di silenzio, un gesto simbolico che ha unito idealmente gli studenti del Paese nel ricordo di coetanei scomparsi in circostanze che, come ha sottolineato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara presente alle esequie, “avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione”. Un ritorno tra i banchi, per molti, è stato amaro, segnato dalla consapevolezza che per alcuni quelle vacanze natalizie sono state le ultime.

Le indagini procedono nel segno della ricerca della verità

Mentre la città dava l’ultimo saluto, le indagini sulla dinamica dell’incendio, coordinate dalle autorità svizzere con la collaborazione di quelle italiane, proseguono senza sosta per accertare le precise responsabilità e ricostruire ogni passaggio della sera della tragedia. L’attenzione delle procure si concentra, com’è noto, sulle condizioni di sicurezza del locale e sulle dinamiche che hanno impedito una via di fuga, un lavoro meticoloso che passa al setaccio ogni dettaglio per offrire risposte alle famiglie e fare piena luce su una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica. La strada giudiziaria, che si annuncia lunga e complessa, rappresenta oggi l’unico strumento per tentare di dare un senso, almeno sul piano della giustizia umana, a una perdita altrimenti incomprensibile.

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