Milano dice addio a Chiara e Achille, vittime dell'incendio di Crans-Montana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano si ferma, in un pomeriggio di freddo gennaio, per l'ultimo saluto a Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due sedicenni stroncati dalle fiamme che, nella notte di San Silvestro, hanno inghiottito il locale Le Constellation nella sciistica Crans-Montana. La città, mentre due distinti cortei si preparano a muoversi verso due dei suoi luoghi simbolo, vive una giornata di lutto collettivo, sospesa tra la ritualità delle esequie e il dolore ancora crudo per una tragedia che ha spento, in quella stessa notte, quaranta esistenze. La camera ardente allestita nei giorni scorsi ha già visto sfilare un fiume di parenti, amici e conoscenti, molti dei quali coetanei dei ragazzi, alle prese con una perdita la cui gravità stride atrocemente con la giovane età di chi non c'è più.

Due chiese, un'unica ora per il commiato

Le campane, come per un tacito accordo, suoneranno nella stessa fascia oraria, alle 14.45, da due diversi punti della metropoli. Per Chiara, originaria di Arona ma legata a doppio filo a Milano, l'ultimo viaggio inizierà da Santa Maria delle Grazie, il santuario che custodisce il Cenacolo di Leonardo, un luogo di arte e sacralità che oggi accoglie il cordoglio per una vita spezzata troppo presto. Parallelamente, non lontano, nella basilica di Sant'Ambrogio, emblema della città e della sua storia, si celebreranno i funerali di Achille, il giovane milanese la cui assenza lascia un vuoto profondo nel cuore dei suoi cari. Una scelta, quella di celebrare le messe in contemporanea, che permette a chi li conosceva entrambi di onorare la memoria di ciascuno, pur nella dolorosa impossibilità di essere presente fisicamente in due posti allo stesso momento.

Il silenzio delle scuole e la presenza dei ministri

Prima ancora che inizino le cerimonie religiose, le aule di tutta Italia hanno osservato un minuto di raccoglimento, un gesto semplice e potente che ha unito idealmente studenti e docenti nel ricordo di Chiara, di Achille e di tutte le altre vittime. Un ritorno tra i banchi, dopo le festività, segnato da una pesantezza inconsueta, dove il suono della campanella è stato preceduto da un silenzio carico di domande senza risposta. Alla celebrazione per Achille è attesa la presenza del ministro dell'Istruzione, il quale, in una nota, ha sottolineato il paradosso tragico di una morte giunta in un momento che per definizione dovrebbe essere di gioia e spensieratezza. La sua partecipazione, come quella di altre autorità, sottolinea la dimensione nazionale che la sciagura ha assunto, travalicando i confini della cronaca locale per diventare un evento che ha scosso l'opinione pubblica.

Le indagini procedono mentre la vita si arresta

Mentre i fiori si accumulano davanti alle chiese e le voci si uniscono in preghiera, le indagini sulle cause del rogo procedono senza sosta oltre le Alpi. Gli investigatori svizzeri, coadiuvati da periti e specialisti, stanno ancora setacciando i resti carbonizzati del locale per stabilire l'origine precisa delle fiamme e le eventuali responsabilità, in un procedimento che richiederà tempo e scrupolosità. Quel che è certo, e emerge con forza in questa giornata di addii, è che la legge del processo penale viaggia su binari e tempi completamente diversi da quelli del sentimento. L'immobilità di una bara, oggi, racconta una storia finita, mentre la macchina della giustizia cerca faticosamente di ricostruire i secondi iniziali di quella stessa storia, nella speranza di offrire, in un futuro non prossimo, qualche elemento di verità a chi oggi piange.

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