Mastercard down, pagamenti bloccati in tutto il mondo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
ROMA – Un blackout tecnologico di proporzioni globali ha colpito ieri il circuito Mastercard, lasciando milioni di utenti in difficoltà durante i pagamenti online e tramite Pos. Il malfunzionamento, che ha interessato numerosi Paesi tra cui Italia, Regno Unito, Giappone, Australia e Stati Uniti, ha provocato il rifiuto delle transazioni senza un motivo apparente, generando disagi sia per i consumatori che per le attività commerciali. Le segnalazioni, iniziate nella mattinata di ieri, hanno raggiunto il picco tra le 09:00 e le 10:00, con migliaia di utenti che hanno denunciato l’impossibilità di completare acquisti sia su piattaforme digitali che nei negozi fisici.
Il problema, che sembra essersi attenuato nel corso della giornata, ha riacceso il dibattito sulla dipendenza dai sistemi digitali, sempre più centrali nella vita quotidiana. Una connessione internet instabile o, come in questo caso, un guasto tecnico di un colosso dei pagamenti come Mastercard, possono paralizzare attività essenziali: dallo smart working allo studio online, passando per le operazioni bancarie e gli acquisti di beni di prima necessità. Senza contare che, in un contesto in cui il contante è sempre meno utilizzato, un’interruzione del genere lascia gli utenti letteralmente a secco di alternative.
Downdetector, piattaforma specializzata nel monitoraggio delle interruzioni di servizio, ha registrato un’impennata delle segnalazioni, con utenti che hanno descritto transazioni bloccate, errori nei terminali Pos e impossibilità di accedere ai servizi online. Sebbene la situazione stia gradualmente tornando alla normalità, l’episodio ha messo in luce la fragilità di un sistema sempre più digitalizzato, dove un singolo punto di rottura può avere ripercussioni a catena su scala mondiale.
Mastercard, da parte sua, non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale che spieghi le cause del malfunzionamento, limitandosi a confermare che i servizi stanno rientrando nella norma. Tuttavia, l’evento ha già sollevato interrogativi sulla resilienza delle infrastrutture digitali, soprattutto in un momento storico in cui la transizione verso un’economia cashless è spinta con sempre maggiore decisione.
Il caso, che si inserisce in un contesto già critico per quanto riguarda l’affidabilità dei servizi online, riporta alla luce un problema più ampio: la mancanza di alternative concrete per chi si trova escluso dalla rete, sia per motivi tecnici che per scelta. Se da un lato il digitale offre comodità e velocità, dall’altro espone a rischi che, come dimostrato ieri, possono trasformarsi in vere e proprie emergenze.




