Cupra Formentor Vz5, la belva da 390 cavalli torna (in 4mila esemplari)

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è chi giura che il futuro delle auto sarà silenzioso, fatto di batterie e connessioni asettiche; ma poi qualcuno, a Barcellona, decide di rimettere le mani su un’architettura che molti davano per morta – il cinque cilindri – e la infila sotto al cofano della sua crossover di punta, la Formentor. Il risultato si chiama VZ5, una sigla che non lascia spazio a interpretazioni ambigue: 390 cavalli, trazione integrale e una modalità di guida, la “Drift”, che trasforma l’assetto in favore di sbandate controllate, quasi fossero un’esercitazione tecnica più che un vezzo da salotto. Una edizione limitata, questa, che si ferma a 4.000 esemplari complessivi, un numero che non a caso richiama le tirature delle grandi ammiraglie da collezione, dove la scarsità alimenta il desiderio.

Il ritorno del cinque cilindri: un’architettura che non vuole morire

A molti appassionati basterà sentire la sequenza di scoppi irregolari di un 2.5 litri turbo per capire di avere a che fare con qualcosa di diverso. Quel propulsore, lo stesso che ha fatto la fortuna di alcune berline tedesche degli anni ’90, è stato ripreso, rivisto e potenziato dai tecnici spagnoli, che ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia. La Formentor VZ5 non è semplicemente una versione più aggressiva del modello standard; è piuttosto un manifesto di ciò che la casa di Barcellona intende per “performance accessibile”, anche quando l’accessibilità – visto il prezzo – diventa un concetto relativo. Per averne una, bisogna mettere sul piatto una cifra che si aggira intorno ai 70mila euro, senza però includere eventuali optional o personalizzazioni, che in questo segmento sono quasi un obbligo morale.

Modalità drift e controllo: quando la fisica diventa spettacolo

Tra le peculiarità tecniche, la più chiacchierata resta senza dubbio la modalità Drift, un programma elettronico che, una volta attivato – e solo su asfalto a basso attrito, specificano le note interne – invia la maggior parte della coppia al retrotreno, trasformando una trazione integrale in una sorta di sportiva a trazione posteriore. Non è un giocattolo, avvertono gli ingegneri: richiede mano ferma e una certa dimestichezza con il sovrasterzo. Ma chi spende una cifra simile per un’auto di questa risma, probabilmente, non cerca la sicurezza di una familiare. Cerca piuttosto quella tensione sottile tra controllo e caos, che solo un cinque cilindri in grado di salire di giri con rabbia può regalare. La limitazione a 4.000 pezzi, tra l’altro, non è solo una strategia di marketing; è anche un modo per tenere alta l’attenzione su un modello che Cupra considera il proprio cavallo di battaglia mediatico, ben prima che commerciale.

La sfida dei prezzi e del posizionamento

Costa cara, la VZ5. Forse troppo, se la si confronta con rivali dirette di altre case generaliste. Ma chi la compra non compra solo 390 cavalli o la possibilità di sbandare in uscita di curva; compra un pezzo di una storia che la transizione energetica ha messo in discussione. In un mercato dove le emissioni dettano legge e i suoni meccanici vengono progressivamente sostituiti da sinfonie digitali, questa Formentor rappresenta una sorta di canto del cigno per chi ama la benzina versata senza filtri. La tiratura limitata – e il numero chiuso di 4.000 esemplari – la trasforma di fatto in un oggetto da investimento, almeno sulla carta. Poi, si sa, sarà il tempo a dire se quelle carrozzerie tese e quelle prese d’aria generose diventeranno icone o semplicemente curiosità di un’epoca che non voleva arrendersi.

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