La Cupra Born si rifà il look per il 2026: arriva la versione Vz da 326 cavalli
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quella che era stata la prima incursione del marchio spagnolo nel mondo della mobilità completamente elettrica, la Cupra Born, si prepara a vivere una seconda giovinezza. Presentata in anteprima al Cupra Garage di Milano, la nuova edizione, che verrà prodotta a partire dalla prossima primavera nello stabilimento tedesco di Zwickau per poi raggiungere le concessionarie italiane nell’estate del 2026, non è un semplice aggiornamento di ordinaria amministrazione. Si tratta piuttosto di un restyling profondo, un’evoluzione che tocca la meccanica, l’estetica e l’anima stessa della compatta, pensata per competere con rinnovato vigore nel segmento C.
Un design che ne esalta i muscoli e l’identità di marca
L’esterno della Born Model Year 26 adotta ora il linguaggio stilistico più recente del brand, quello già visto su modelli come Terramar e Tavascan. I progettisti hanno ridisegnato il frontale, dove i nuovi gruppi ottici full LED, dalla firma luminosa che richiama la forma di tre triangoli, conferiscono un aspetto più aggressivo e deciso. La calandra, o meglio la presa d’aria inferiore, è stata ridisegnata per aumentare la sensazione di sportività, mentre nella parte posteriore spicca un diffusore di dimensioni maggiori e un inedito logo illuminato, che si integra perfettamente nella fascia luminosa continua a sviluppo orizzontale. Cresce di 12 millimetri la lunghezza complessiva, che si attesta ora sui 4,34 metri, pur mantenendo inalterato il passo di 2,77 metri. Questo sviluppo, unito a nuovi cerchi che possono arrivare a 20 pollici, contribuisce a dare alla carrozzeria un aspetto più piantato e dinamico.
Interni più tecnologici e materiali sostenibili
Se l’esterno colpisce, è però nell’abitacolo che la trasformazione si fa più radicale, andando a correggere alcune delle criticità della versione precedente. Il quadro strumenti digitale, fino a oggi un piccolo display da 5,3 pollici, lascia il posto a una nuova e più ampia unità da 10,25 pollici, che offre una lettura più immediata delle informazioni di guida. Al centro della plancia domina uno schermo touch da 12,9 pollici per il sistema di infotainment, basato su piattaforma Android e caratterizzato da un’interfaccia più fluida e reattiva. Ma la novità più apprezzata dagli automobilisti, e che rappresenta un deciso passo indietro rispetto alla deriva del tutto tattile, è il ritorno dei comandi fisici: il volante, infatti, abbandona i pulsanti a sfioramento per tornare a tasti tradizionali, e sulla portiera del conducente fanno la loro comparsa quattro pulsanti indipendenti per la gestione dei finestrini, sostituendo il poco intuitivo selettore unico. L’attenzione alla qualità percepita è alta, con l’impiego di materiali di pregio ma sostenibili: le plastiche del cruscotto sono realizzate per il 75% con materiali riciclati, e i rivestimenti dei sedili sportivi, i nuovi CUP Bucket di serie, utilizzano il filato SEAQUAL® Yarn, ottenuto dal riciclo di plastiche marine, e la Dinamica®, un microfibra composta per il 73% da poliestere riciclato.
La gamma motori e l’autonomia da record per la Vz
Sotto il profilo tecnico, la gamma si amplia e si riorganizza, mantenendo la trazione posteriore tipica della piattaforma MEB del gruppo Volkswagen. L’offerta si strutturerà su più livelli di potenza e capacità della batteria, con l’obiettivo di coprire un ventaglio più ampio di esigenze. L’entry level, che per alcuni mercati potrebbe essere rappresentato da una versione da 170 cavalli con batteria da 50 kWh e 400 chilometri di autonomia, non è stato confermato per l’Italia dove si punterà probabilmente su varianti più performanti per evitare sovrapposizioni con la futura Raval. La versione di accesso al mercato italiano sarà molto probabilmente la Plus da 190 cavalli, abbinata a una batteria da 58 kWh in grado di percorrere fino a 450 km con una carica.
Al vertice della gamma si posizionano due varianti con accumulatore da 79 kWh. La prima, chiamata Endurance, eroga 231 cavalli e promette un’autonomia che supera i 600 chilometri nel ciclo WLTP, un dato che la rende una delle più interessanti per chi affronta lunghi viaggi. La seconda, e qui si arriva al vero cuore sportivo della gamma, è la VZ, acronimo che in spagnolo sta per “Veloz”. Questa versione, che già si era vista in precedenza, viene ora integrata nel restyling con prestazioni da vera hot hatch: il motore elettrico posteriore scarica sull’asfalto 326 cavalli e 545 Nm di coppia, numeri che consentono uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi e una velocità massima autolimitata di 200 chilometri orari. Nonostante la potenza, anche la VZ mantiene un’autonomia vicina ai 600 chilometri, grazie all’efficienza del powertrain e alla batteria da 79 kWh.
Tecnologia di bordo e sistemi di assistenza avanzati
La nuova Born non è solo cavalli e design. L’elettronica di bordo fa un deciso passo in avanti con l’introduzione del sistema di infotainment di ultima generazione e di funzionalità fino a ieri assenti, come la guida “one pedal” che permette di gestire accelerazione e frenata agendo sul solo pedale dell’acceleratore, e la funzione Vehicle-to-Load (V2L), che trasforma l’auto in una fonte di alimentazione per dispositivi esterni. Sul fronte degli aiuti alla guida, debuttano il Travel Assist 3.0, un sistema di guida semi-autonoma di livello 2 che, sfruttando la connettività in cloud, è in grado di riconoscere curve, rotonde e limiti di velocità adattando di conseguenza l’andatura. Non mancano poi il launch control per le versioni più potenti, che garantisce partenze da fermo brucianti, e la possibilità di scegliere tra 15 diverse configurazioni di assetto grazie alla combinazione dei vari profili di guida e delle sospensioni a controllo elettronico DCC. La produzione della Born MY26 prenderà il via nel corso del secondo trimestre del 2026 nello stabilimento di Zwickau, in Germania, in previsione di un lancio commerciale che, per l’Italia, è atteso per l’estate.




