Roma, la metro B si allunga verso Guidonia: via libera alla progettazione per sei nuove stazioni
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Redazione Interno
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Roma, nel suo espandersi caotico e vitale verso le propaggini della provincia, ha compiuto un passo concreto per tendere un filo ferroviario attraverso quella periferia nord-orientale da sempre affamata di collegamenti. L’ultimo atto della giunta guidata da Roberto Gualtieri nel 2025, datato 31 dicembre, non si è limitato a mere questioni amministrative di fine anno ma ha siglato, in una seduta pomeridiana, la chiusura di un dossier atteso: quello sul prolungamento della linea B della metropolitana oltre il capolinea storico di Rebibbia. La delibera, che ha dato il via libera definitivo alla fase progettuale, sblocca di fatto il percorso che porterà i treni a solcare nuovi tratti di sottosuolo romano, allungandosi di 3,9 chilometri in direzione di Setteville, frazione di Guidonia Montecelio.
Il documento che disegna il tracciato futuro
Cuore tecnico della decisione è il cosiddetto "documento di fattibilità delle alternative progettuali", acronimo Docfap per gli addetti ai lavori, che secondo la vigente normativa sugli appalti sostanzialmente equivale al vecchio progetto preliminare. Questo dossier, passato al vaglio degli uffici e della politica, delinea la fattibilità e le opzioni per il nuovo tracciato, tracciando la rotta per un investimento che muterà la geografia dei trasporti di un’intera area. Si tratta, com’è ovvio, di un passaggio fondamentale che precede l’affidamento dei lavori veri e propri, e che fissa nel dettaglio il percorso, le fermate e le opere complementari necessarie.
Le nuove fermate e le infrastrutture annesse
Il piano prevede l’attivazione di sei nuove stazioni, un segmento vitale che collegherà San Basilio a Setteville, migliorando radicalmente l’accessibilità per migliaia di residenti e lavoratori. Il progetto, come ha sottolineato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané annunciando la notizia, non si limita alle sole banchine di sosta ma include una serie di infrastrutture di supporto essenziali per l’efficienza del servizio e l’intermodalità. Sono infatti previsti parcheggi di scambio, strumenti fondamentali per convincere gli automobilisti a lasciare il veicolo privato, e un nuovo deposito per i treni, struttura operativa necessaria per la manutenzione e il ricovero del materiale rotabile su un ramo di linea così esteso.
La normalità del servizio garantita nonostante i collaudi
In un contesto di sviluppo così promettente, un altro segnale positivo per gli utenti abituali è giunto pochi giorni dopo, il 2 gennaio, riguardo alla gestione del servizio esistente. Un braccio di ferro tecnico-amministrativo, che aveva minacciato di imporre una chiusura anticipata della linea alle 21:00 per agevolare i test sui nuovi treni in arrivo, si è risolto a vantaggio della città. Grazie a un accordo trovato tra le parti, si è stabilito di concentrare le sessioni di prova e collaudo nelle ore di sospensione naturale del servizio notturno, preservando così gli orari regolari per i passeggeri. Una soluzione che, evitando disagi ingiustificati, dimostra come sia possibile conciliare l’innovazione e il potenziamento della flotta con le esigenze quotidiane di mobilità.




