Skipass Dolomiti Superski, rimborsi da 30 milioni per evitare la maxi multa dell’Antitrust

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che già nel 2025 aveva avviato un’istruttoria dopo le segnalazioni della società SportIt (la quale lamentava il rifiuto, da parte del colosso delle Dolomiti, di consentire la vendita dei titoli di accesso alle piste tramite la propria piattaforma online), ha messo ufficialmente ai raggi X il meccanismo tariffario del maggior comprensorio sciistico italiano. L’accusa, in estrema sintesi funzionale a comprendere la piega degli eventi, è duplice: da un lato il coordinamento dei prezzi tra i 12 consorzi che aderiscono al marchio (un’intesa che di fatto annullava la concorrenza interna), dall’altro la limitazione della libertà commerciale degli stessi nella distribuzione digitale dei propri prodotti. Federconsorzio Dolomiti Superski, piuttosto che attendere il verdetto e una sanzione che avrebbe potuto superare i 30 milioni di euro, ha scelto la via della transazione.

La maxi proposta da 30 milioni e la ripartizione dei fondi tra sciatori

La proposta presentata ufficialmente (e pubblicata nei giorni scorsi per il cosiddetto “market test” che durerà fino al 27 maggio) prevede un esborso complessivo di 30 milioni di euro. Di questi, ce ne sono 12 destinati a rimborsi diretti in contanti e 18 sotto forma di voucher. I beneficiari sono gli sciatori che hanno acquistato skipass di valle (quelli validi cioè per un singolo comprensorio, non il super skipass che copre l’intera area) durante le tre stagioni passate, ovvero la 2022/23, 2023/24 e 2024/25.

Il meccanismo, che appare subito articolato e foriero di possibili polemiche, prevede una scelta secca per l’utente finale: chi vorrà il denaro liquido potrà ottenere un rimborso pari al 20% della spesa sostenuta in quelle stagioni; chi invece accetterà il voucher (utilizzabile per acquisti futuri fino al termine della stagione 2028/29) riceverà uno sconto pari invece al 30% del precedente esborso. Quest’ultimo, come si può notare, è più vantaggioso sulla carta, ma costringe il consumatore a restare legato al circuito Dolomiti Superski per spendere quel credito.

Il sistema "first come, first served" e le critiche alla tempistica dei rimborsi

L’erogazione di questi benefici non avverrà però in modo universale, né tantomeno automatico, bensì attraverso un sistema rigidamente basato sull’ordine cronologico delle richieste. Entro il 15 ottobre 2026, se l’Antitrust accetterà gli impegni, verrà attivato un portale dedicato sul sito del consorzio; gli sciatori dovranno registrarsi individualmente e, spesso, caricare documenti che dimostrino l’acquisto (ricevute, estratti conto o movimenti carta), dato che non tutti gli skipass sono tracciabili nominalmente.

Questa logica del “primo arrivato, meglio servito” (first come, first served) ha già sollevato più di una critica, come quella che arriva da Assoutenti. L’associazione, rappresentata dal presidente Gabriele Melluso, sottolinea come i 12 milioni per i contanti si esauriranno inevitabilmente con i primi richiedenti, lasciando chi arriva dopo – magari per disattenzione o per difficoltà nella raccolta della documentazione – a mani vuote nonostante abbia diritto alla restituzione. Un aspetto, questo, che trasforma una compensazione dovuta in una sorta di lotteria procedurale.

L’addio al cartello dei prezzi e la nuova autonomia dei consorzi locali

Oltre ai rimborsi, la sostanza dell’accordo (che vale circa 30 milioni tra indennizzi e sconti futuri) mira a stravolgere le logiche gestionali interne di Dolomiti Superski. Per scongiurare la continuazione dell’istruttoria, il Federconsorzio si è impegnato a eliminare ogni forma di coordinamento sui listini: addio quindi alle tre fasce di prezzo standardizzate che vincolavano i consorzi di valle, addio alle limitazioni sulla libertà di applicare sconti autonomi. Ogni singolo comprensorio, da ora in poi, potrà decidere in totale autonomia la propria strategia commerciale, inclusa la possibilità di vendere i propri skipass tramite intermediari esterni – esattamente quella facoltà che era stata negata alla società SportIt, innescando l’intera vicenda.

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