Parolin sul riconoscimento della Palestina: "Noi l’abbiamo fatto da mo’"
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Redazione Esteri
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Il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, è intervenuto sulla questione palestinese in margine a un evento del Giubileo degli Influencer, ribadendo una posizione che la Santa Sede sostiene da tempo. «Il riconoscimento dello Stato di Palestina? Noi l’abbiamo già riconosciuto. "Da mo’", come dite voi», ha detto il porporato, usando un’espressione colloquiale per sottolineare come il Vaticano consideri ormai acquisita quella soluzione. La sua idea, del resto, non è isolata: si tratta di ammettere la coesistenza di due Stati, Israele e Palestina, che vivano «vicini l’uno all’altro in autonomia, collaborazione e sicurezza».
Parolin ha parlato mentre la Francia, con una mossa tardiva ma simbolica, ha deciso di riconoscere ufficialmente lo Stato palestinese, aggiungendo lo status di rifugiati per i civili di Gaza. Emmanuel Macron, che pure ha evitato toni plateali, mira a riposizionare Parigi come attore diplomatico capace di mediare tra le parti, mantenendo buoni rapporti con il mondo arabo senza rinnegare il sostegno a Israele. Un tentativo, il suo, di conciliare pragmatismo e difesa dei diritti umani, dopo mesi di violenze che hanno segnato profondamente la striscia di Gaza.
La reazione di Donald Trump, però, è stata sprezzante. Il presidente degli Stati Uniti ha liquidato la scelta francese con una battuta («quello che fa Macron non conta»), in linea con il suo stile diretto e spesso provocatorio. Eppure, al di là delle parole, è lo stesso Trump a trovarsi marginalizzato nello scenario mediorientale: Benjamin Netanyahu procede senza curarsi delle pressioni americane, rendendo Washington sempre più irrilevante in un conflitto che, sotto Biden come sotto Trump, ha visto gli Stati Uniti perdere influenza.




