Gaza, Parolin: «Riconoscere la Palestina non è prematuro, è la soluzione»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
«Da mo’ che noi lo abbiamo riconosciuto», ha detto il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, usando un’espressione colloquiale per sottolineare come la Santa Sede avesse già preso posizione sul tema nel 2015. Intervenuto a margine di un evento a Roma, il cardinale ha respinto con tono deciso l’idea che il riconoscimento dello Stato palestinese possa essere considerato prematuro, come invece sostenuto dalla premier Giorgia Meloni, secondo cui un passo del genere sarebbe oggi «controproducente».
«Perché prematuro? Per noi la soluzione è questa», ha ribadito Parolin, evidenziando come la strada maestra passi necessariamente attraverso il dialogo diretto tra le parti, nonostante le difficoltà aggravate dalla situazione in Cisgiordania. «Il riconoscimento di due Stati autonomi, che vivano l’uno accanto all’altro in sicurezza e collaborazione, è l’unico approccio realistico», ha aggiunto, senza citare esplicitamente la Francia di Emmanuel Macron, che pure ha recentemente riaperto il dibattito sulla questione.
Le parole del porporato, pronunciate durante un’occasione legata al Giubileo, riaffermano una linea che il Vaticano porta avanti da anni, basata sulla necessità di garantire un equilibrio giuridico e territoriale tra Israele e Palestina. Se da un lato Parolin ha evitato di entrare nel merito delle posizioni italiane, il suo intervento ha comunque segnato una netta distanza dall’approccio cautelativo del governo, che finora ha preferito allinearsi con chi teme ripercussioni diplomatiche.
Quella del riconoscimento dello Stato palestinese resta una questione spinosa, che divide non solo l’Europa ma anche gli stessi Paesi arabi, alcuni dei quali – pur sostenendolo formalmente – hanno mantenuto riserve operative. Il Vaticano, dal canto suo, continua a insistere sulla centralità del negoziato, pur senza nascondere che l’attuale fase di conflitto, con le sue conseguenze umanitarie, rende sempre più urgente una svolta.




