La Roma sogna il ritorno di Salah, ma la burocrazia e i costi lo rendono un'impresa impossibile
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Redazione Sport
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Mentre la lotta per lo scudetto sembra concentrarsi, almeno sulla carta, tra l'Inter e il Napoli, le altre grandi del calcio italiano non stanno certo a guardare, muovendosi piuttosto con lungimiranza sul mercato per costruire squadre competitive. Tra queste, la Roma ha fatto parlare di sé per un'ambizione che rasenta il sogno, quella di riportare a Trigoria Mohamed Salah. L'ipotesi, per quanto affascinante, si scontra tuttavia con una realtà fatta di vincoli oggettivi, i quali la rendono di fatto irrealizzabile. La squadra giallorossa, che nel recente passato ha già dimostrato di saper cogliere occasioni importanti, deve infatti fare i conti con regolamenti stringenti e bilanci che non ammettono spericolatezze.
Le ragioni di una smentita secca
Dopo le prime voci circolate, i canali ufficiali del club hanno immediatamente frenato ogni entusiasmo, bollando la notizia come priva di fondamento. Le verifiche condotte, del resto, evidenziano due ostacoli insormontabili. Il primo è di natura burocratica: la Roma ha già esaurito, per la stagione corrente, gli slot a disposizione per tesserare calciatori extracomunitari. Salah, cittadino egiziano e sprovvisto di passaporto europeo, non potrebbe quindi essere iscritto al campionato italiano nel prossimo mercato di gennaio. Il secondo, e forse più decisivo, riguarda l'aspetto economico. L'ingaggio del fuoriclasse, infatti, si aggirerebbe intorno ai 25 milioni di euro, una cifra giudicata insostenibile per le casse della società, anche nell'ipotesi di un semplice prestito di sei mesi che, secondo alcune stime, costerebbe comunque non meno di 12 milioni.
La crisi tra il giocatore e il Liverpool
A dare origine alla speculazione è stato il deterioramento, progressivo e ormai palese, del rapporto tra Salah e il Liverpool. Nonostante il rinnovo contrattuale siglato solo pochi mesi fa, che lo lega al club inglese fino al 2027, la situazione con l'allenatore Arne Slot è diventata insostenibile. Episodi di esclusioni dall'undici titolare, uniti a dichiarazioni reciproche non proprio diplomatiche, hanno creato un solco che appare difficile da colmare, alimentando naturalmente le voci su una possibile separazione già nella prossima sessione di mercato. Una dinamica, questa, che ha fatto immediatamente sorgere il nome della Roma, dove l'egiziano ha già brillato in passato.
Il mercato italiano si scalda
L'interesse, per quanto remoto, della Roma per un profilo così alto è sintomatico di un campionato che non vuole rassegnarsi a un duello a due. Anche la Juventus, per esempio, sta lavorando a operazioni di peso, come il tentativo di riportare in Italia un altro talento di caratura internazionale. Si tratta di movimenti che dimostrano una volontà precisa: non accontentarsi del ruolo di comprimarie, ma provare a inserirsi in una corsa che, come la storia insegna, riserva spesso sorprese. Il tutto, naturalmente, nel rigoroso rispetto dei parametri di bilancio e delle regole del Fair Play Finanziario, che impongono scelte oculate e strategie di mercato non dettate dall'emotività.




