Pfas, condanne fino a 17 anni per i vertici Miteni: «Disastro ambientale doloso»
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Redazione Interno
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La sentenza della Corte d’Assise di Vicenza, che ha inflitto pene tra gli 11 e i 17 anni ai dirigenti della Miteni per disastro ambientale doloso e avvelenamento delle acque, segna un punto di svolta in una vicenda che ha coinvolto migliaia di cittadini. Le Mamme no Pfas e i gruppi ambientalisti, costituitisi parti civili, hanno accolto il verdetto con un applauso liberatorio, dopo anni di battaglie legali e mobilitazioni.
I giudici hanno riconosciuto la responsabilità degli imputati nell’aver contaminato falde e corsi d’acqua con sostanze perfluoroalchiliche, utilizzate nello stabilimento di Trissino, in provincia di Vicenza. L’inquinamento, che ha interessato non solo il vicentino ma un’area molto più vasta, ha esposto oltre 300.000 persone a rischi sanitari, rendendo necessari interventi urgenti per la bonifica e la tutela delle risorse idriche.
Legambiente, in una nota diffusa dopo la pronuncia, ha sottolineato l’importanza del riconoscimento delle responsabilità penali, ribadendo la necessità di completare le operazioni di risanamento ambientale. Quattro gli assolti, mentre per gli altri undici imputati le condanne hanno raggiunto un totale di 141 anni di reclusione, con pene che vanno dai 2 anni e 8 mesi ai 17 anni e mezzo.




