Comolli scommette sulla Juve del futuro: “Mercato ambizioso anche senza Champions. Vlahovic? Ne parliamo a giugno”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Torino – Che la qualificazione alla prossima Champions League rappresenti l’obiettivo primario del rush finale, per la Juventus, è un fatto talmente acclarato da risultare persino superfluo ribadirlo. A cambiare le carte in tavola, però, è la strategia di fondo illustrata ieri da Damien Comolli, l’amministratore delegato bianconero. Intervenuto a margine dell’allenamento di Juventus One, la squadra paralimpica del club che si prepara per le finali nazionali, il dirigente ha infatti fornito una linea guida chiara e netta per il futuro: il mercato estivo – che si tratti di Coppa dai grandi occhi o di Europa League – sarà comunque “ambizioso”. Nessun mea culpa, nessun ridimensionamento dei piani, insomma, anche qualora la squadra di Luciano Spalletti dovesse fallire il bersaglio della qualificazione alla massima competizione europea.

Piani al rialzo e l’effetto Spalletti

Il messaggio lanciato da Comolli – che parlava a pochi giorni dal successo di Bergamo, un risultato che ha ridato slancio all’ambiente – è sembrato quasi una dichiarazione d’intenti per blindare il presente e proiettare il club verso un ciclo di stabilità. “Sappiamo e sentiamo che la Juve attrae giocatori importanti, che vogliono venire qui perché siamo la Juve, non solo se ci qualifichiamo in Champions”, ha spiegato il manager, il quale ha comunque ammesso, senza giri di parole, che a livello finanziario l’accesso alla Champions rappresenterebbe un vantaggio non indifferente. E proprio sulla figura di Spalletti, fresco di rinnovo e cuore pulsante di questa rinascita, l’ad ha voluto soffermarsi, elogiando l’impatto del tecnico: da quando si è seduto in panchina, ha ricordato Comolli, la squadra ha collezionato 48 punti in 24 partite, un ritmo da secondo posto. Una continuità che il club intende difendere come un bene prezioso, cercando di evitare quelle scosse telluriche che avevano minato le stagioni precedenti.

Il rebounding Vlahovic e il rinvio strategico

Se per la costruzione della nuova squadra l’orizzonte è già delineato, diverso – e volutamente più sfumato – è il discorso relativo al rinnovo di Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo, reduce da un infortunio che ne ha frenato l’inerzia, resta al centro dei radar di mercato, ma Comolli ha scelto la via della prudenza, anzi del rinvio secco. “Su Dusan ho sempre detto che avremmo parlato a fine stagione e così sarà – ha ribadito l’amministratore delegato –. Non aspettatevi nulla prima di allora”. Una dichiarazione che, se da un lato spegne le speranze di una fumata bianca immediata, dall’altro non preclude del tutto eventuali sviluppi. Lo stesso Comolli, infatti, ha lasciato intendere che potrebbero esserci novità a breve per quanto riguarda altri rinnovi (senza fare nomi), ma per l’attaccante serbo la palla passa inevitabilmente a giugno. Una gestione che sembra voler tenere separato il futuro del bomber dal resto delle operazioni, forse in attesa di capire quali saranno i margini economici effettivi a disposizione.

La forza del progetto paralimpico

La cornice scelta da Comolli per queste dichiarazioni non è stata casuale. Juventus One, la formazione paralimpica ufficiale del club che milita nelle competizioni della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale (DCPS), rappresenta infatti quella parte del club che più di ogni altra incarna i valori di inclusione e appartenenza spesso richiamati dalla dirigenza. Un progetto che oggi conta centinaia di atleti e che, nelle intenzioni, è diventato parte integrante del dna societario. “Penso che sia una parte del dna di ciò che stiamo cercando di fare – ha aggiunto Comolli –. È qualcosa che sentiamo profondamente dentro di noi”. Un modo, questo, per ribadire che l’ambizione di cui parla non è solo economica o legata al risultato sul campo, ma anche culturale, legata a doppio filo all’identità torinese e a una certa idea di sport che va oltre il semplice business.

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