Byd, il futuro della ricarica arriva a Bologna: primo impianto flash da 1,5 MW in Italia
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Redazione Economia
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BOLOGNA – Mentre il dibattito sull’elettrico sembra spesso arenarsi sulle colonne d’Ercole dell’autonomia e dei tempi morti, l’industria preme l’acceleratore (mai espressione fu più calzante) con una tale forza da ridisegnare i parametri stessi della sosta. È il caso di Byd, colosso cinese ormai stabilmente al vertice delle vendite globali, che ha scelto l’Italia – e in particolare la concessionaria Barchetti di Bologna – per installare la prima stazione Flash Charging da 1,5 Megawatt presente sul territorio nazionale.
Un impianto, questo, che non rappresenta solo una tappa dell’espansione europea del gruppo guidato da Stella Li, ma che rilancia concretamente l’intera architettura logistica della mobilità a batteria, offrendo una risposta diretta a chi storce il naso di fronte alle lunghe attese.
Numeri da record e l’intuizione dello storage
La nuova infrastruttura – installata presso lo showroom che distribuisce il marchio premium Denza – è in grado di erogare una potenza massima di 1.500 kW. Per capirci, si tratta di una mole di energia tale da scongiurare praticamente l’attesa: Diego Pareschi, responsabile Ev Charging di Byd, ha spiegato che la tecnologia proprietaria consente di passare dal 10 al 60% di carica in soli 5 minuti, raggiungendo il 97% in 9 minuti. Una fluidità operativa, quella descritta durante l’inaugurazione, che equipara i tempi di rifornimento a quelli di un’auto tradizionale.
Ma il vero salto di paradigma, a ben guardare, non risiede solo nella potenza di picco, bensì nell’intelligenza della gestione energetica. L’impianto bolognese, infatti, sfrutta due unità di accumulo che stoccano 400 kWh, alimentate da un impianto fotovoltaico da 400 kW posizionato sul tetto del capannone e da un allaccio alla rete tradizionale che assorbe appena 100 kW.
La stessa Stella Li, vicepresidente esecutiva di Byd, ha voluto sottolineare come questo approccio – quello di abbinare la ricarica ultraveloce a sistemi di accumolo – sia cruciale per il mercato italiano, storicamente penalizzato da costi dell’energia tra i più alti d’Europa. In sostanza, la colonnina non è un mero “rubinetto” collegato alla rete, ma un nodo intelligente che attinge prima alle riserve locali, riducendo i picchi di domanda e ottimizzando la spesa. Nei piani del gruppo, questa sinergia tra auto (equipaggiate con le nuove batterie Blade 2.0), impianti fotovoltaici e batterie fisse rappresenta la leva per tagliare i costi a livello sia domestico sia industriale.
Un partner storico per una scommessa tecnologica
A fare gli onori di casa, insieme ai vertici cinesi, c’era Andreas Barchetti, che ha ricordato come la propria azienda – con i suoi 102 anni di attività alle spalle e un fatturato che sfiora i 700 milioni di euro – non sia nuova alle sfide del settore. Un patrimonio di esperienza, quello del gruppo altoatesino (che conta oltre 700 collaboratori in più di 40 sedi), messo al servizio di una transizione che, almeno sulla carta, promette di rivoluzionare le abitudini degli automobilisti.
Lo showroom bolognese, dunque, diventa un laboratorio a cielo aperto: non solo punto vendita per i modelli Denza Z9GT e D9, ma anche banco di prova per una rete che, secondo le previsioni dichiarate, dovrebbe espandersi rapidamente. Se i numeri forniti saranno rispettati, l’Italia vedrà l’installazione di 300 stazioni ultraveloci entro i prossimi 12 mesi, parte di un piano da 2 miliardi di euro che in Europa porterà a 3.000 punti di ricarica Flash.
La tecnologia, va detto, è pensata per essere interoperabile grazie al connettore standard CCS2; sebbene al momento i principali beneficiari siano i veicoli del gruppo (che possono sfruttare la ricarica gratuita biennale), l’infrastruttura è potenzialmente accessibile – sebbene con prestazioni diverse – a tutte le elettriche in circolazione.
Non è un dettaglio da poco, perché suggella l’ambizione di Byd di imporsi non solo come costruttore, ma come vero e proprio gestore di servizi energetici, un ruolo che Li stessa ha ribadito durante l’evento a Bologna, accennando a futuri investimenti in ricerca e sviluppo legati alla guida autonoma e all’intelligenza artificiale proprio sul suolo italiano.
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