Attacco a New Orleans, il killer sognava l'Isis

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, quando in Italia erano le 10.15, un uomo ha seminato il terrore a New Orleans, investendo con un pick-up un gruppo di persone che festeggiavano il Capodanno in Bourbon Street, nel cuore del quartiere francese. Shamsud-Din Jabbar, 42 anni, residente in Texas, ha poi aperto il fuoco sulla folla, uccidendo almeno 15 persone, tra cui giovani genitori, neolaureati e una ex stella del calcio. L'attentatore, ispirato dall'Isis, è stato infine ucciso dalla polizia dopo uno scontro a fuoco.

Il piano di Jabbar, come raccontato dal fratello, era inizialmente quello di riunire la famiglia della sua ex moglie e uccidere tutti per vendicarsi di essere stato messo da parte. Tuttavia, dopo aver ricevuto quella che definiva un'illuminazione religiosa durante un sogno, ha cambiato obiettivo, decidendo di colpire la folla festante a New Orleans. La polizia ha ritrovato un video registrato dal killer, in cui dichiarava la sua affiliazione all'Isis e spiegava le motivazioni del suo gesto.

Tra le vittime identificate, Nikyra Dedeaux, 18 anni, originaria del Mississippi, è stata descritta dai suoi amici e familiari come una giovane donna con il sogno di diventare infermiera. Altri nomi delle vittime non sono stati ancora resi noti, ma si sa che tra loro ci sono ventenni e giovani genitori.

L'attacco ha scosso profondamente la città di New Orleans, che si trova ora a fare i conti con le conseguenze di un atto di violenza inaudita, perpetrato da un uomo che, in preda a deliri religiosi, ha deciso di trasformare una notte di festa in una tragedia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.