D4vd, accuse di materiale pedopornografico nell’iPhone: il rapper sotto torchio per l’omicidio di Celeste Rivas

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’udienza preliminare, che si è tenuta ieri in un tribunale di Los Angeles, ha assunto una piega drammaticamente inaspettata quando la vice procuratrice distrettuale Beth Silverman ha dichiarato che l’iPhone del ventunenne David Anthony Burke – questo il vero nome dell’artista – contiene “una quantità significativa di materiale pedopornografico”. Lo riportano fonti come il Los Angeles Times, che hanno avuto accesso al verbale dell’udienza. Il rapper, comparso in aula in tuta arancione e per l’occasione ammanettato alla sedia, è rimasto impassibile mentre l’accusa dettagliava questo nuovo, gravissimo elemento a suo carico.

Un impianto accusatorio che si fa sempre più pesante

A essere finito nel mirino degli inquirenti non è stato solo il dispositivo fisico, ma l’intero account iCloud del musicista: durante le operazioni di perquisizione digitale, autorizzate da mandato, gli investigatori del dipartimento di polizia di Los Angeles avrebbero scoperto le immagini illegali. L’avvocato dell’accusa ha insistito sulla rilevanza di queste prove, mentre la difesa, che fa capo all’avvocata Blair Berk, ha fatto pressione sul giudice affinché l’esame del materiale proceda speditamente. La战术, almeno per ora, sembra essere quella di non opporre resistenza all’analisi dei dati, bensì di chiedere che l’udienza preliminare – quella sorta di mini-processo in cui si valuta se le prove giustifichino un rinvio a giudizio – si tenga il prima possibile, ovvero già dal prossimo 1° maggio. Il giudice, da parte sua, ha calendarizzato per il 29 aprile la produzioni delle prove.

Un delitto raccapricciante e la rimozione dalle piattaforme

La vicenda processuale, che era già di per sé agghiacciante per la modalità del delitto, si complica ulteriormente con queste nuove rivelazioni. D4vd è accusato dell’omicidio di primo grado di Celeste Rivas Hernandez, una ragazza di appena quattordici anni il cui – come emerso dall’autopsia pubblicata mercoledì 22 aprile – è stato trovato smembrato, in avanzato stato di decomposizione e chiuso in sacchi nel bagagliaio di una Tesla di proprietà del cantante. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la vittima sarebbe stata uccisa a colpi di arma da taglio e il corpo sarebbe rimasto nascosto nell’auto per mesi, parcheggiata sulle colline di Hollywood, finché il fetore nauseabondo non ha attirato l’attenzione dei vicini e dei dipendenti del deposino. Nel frattempo, l’eco dell’arresto ha già avuto pesanti ripercussioni sulla carriera del musicista: Laufey, Damiano David, Kali Uchis e Holly Humberstone hanno rimosso dai cataloghi delle piattaforme streaming tutte le loro collaborazioni con l’artista, nel tentativo di prendere le distanze dallo scandalo.

Il risiko delle intercettazioni e la strategia difensiva

A rendere la posizione del rapper ancora più precaria – e qui si entra nel vivo del contraddittorio – è l’esistenza di intercettazioni telefoniche acquisite nel corso dell’indagine. Nel corso della stessa udienza, la procuratrice Silverman ha rivelato che sono state convocate ben tre giurie popolari separate con funzioni istruttorie, le quali si sono riunite tra novembre e febbraio. L’accusa sostiene che il movente dell’omicidio sia da ricercare nel tentativo di D4vd di proteggere la sua “carriera musicale molto redditizia”, minacciata dalla ragazza; lei, secondo gli inquirenti, avrebbe voluto rivelare i rapporti “osceni e lascivi” che aveva avuto con lui quando aveva solo tredici anni. Se condannato per le accuse di omicidio con le “circostanze speciali” (che includono l’aver ucciso un testimone per fini di lucro e la crudeltà del metodo), l’artista rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, o addirittura la pena capitale. Esattamente un anno dopo la morte di Celeste, come hanno ricordato i pubblici ministeri, il tribunale si prepara ad analizzare un’enorme quantità di dati digitali – di cui, secondo la difesa, solo il 30% è attualmente accessibile – in un clima di tensione che lascia presagire un processo lungo e dagli esiti incerti.

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