Shein finisce nel mirino della giustizia francese per bambole sessuali dall'aspetto infantile

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Direzione generale per la concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi, che ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme a tutela dei consumatori, ha segnalato alla procura l’e-commerce Shein per la vendita di bambole gonfiabili la cui natura è stata definita pedopornografica. L’accaduto, che risale allo scorso venerdì, ha portato all’immediata rimozione dei prodotti dalla piattaforma da parte della società, la quale ha parallelamente avviato un’indagine interna per fare chiarezza sulla vicenda.

La natura dei prodotti contestati

Le bambole in questione, la cui Descrizione e categorizzazione sul sito rendeva secondo gli ispettori “difficile dubitare della natura pedopornografica del contenuto”, presentavano caratteristiche fisiche inequivocabilmente infantili; alcune di esse, come è emerso, erano ritratte in pose che le vedevano accompagnate da un orsacchiotto, un dettaglio che non ha fatto che confermare ai controllori l’intento di rappresentare minorenni. La DGCCRF, dopo aver constatato personalmente la presenza degli articoli, ha quindi proceduto a una denuncia formale, notificandola senza indugio sia al pubblico ministero che all’Arcom, l’autorità di regolamentazione per il settore audiovisivo e digitale.

Il quadro normativo e le possibili conseguenze

In Francia, dove la distribuzione online di materiale pedopornografico è considerata un reato grave, la legge prevede pene che possono arrivare fino a sette anni di reclusione e a una sanzione pecuniaria di 100.000 euro. L’intervento delle autorità, peraltro, non si limita a un mero accertamento di violazione ma innesca un procedimento penale vero e proprio, il cui esito dipenderà dalle indagini che seguiranno. Shein, da parte sua, ha agito con rapidità nel tentativo di contenere il danno d’immagine, sebbene l’episodio si inserisca in un contesto già teso per il colosso cinese, più volte sanzionato nel corso dell’anno sul suolo francese per pratiche commerciali non in linea con la normativa.

Il timing sgradito per il gigante dell'e-commerce

La tempistica della denuncia rappresenta un ulteriore elemento di criticità per l’azienda, giacché la notizia è divampata alla vigilia dell’inaugurazione del suo primo store fisico a Parigi, un appuntamento cruciale per la strategia di espansione europea. L’apertura del negozio, un evento atteso e di forte impatto mediatico, rischia così di essere offuscata dallo scandalo, riaccendendo i riflettori su quelle che appaiono come carenze nel sistema di controllo della piattaforma. Se ne vanno, dunque, aggiungendo dettagli all’accaduto, le preoccupazioni per una governance dei prodotti che sembra mostrare falle non trascurabili.

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