Produzione industriale in frenata: auto in calo, beni di consumo in ripresa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La produzione industriale italiana, dopo un 2024 segnato da continui ribassi, ha mostrato a gennaio 2025 un timido segnale di ripresa, seppur con ombre che persistono. Secondo i dati diffusi dall’Istat il 14 marzo, l’indice della produzione è cresciuto del 3,2% rispetto a dicembre 2024, compensando parzialmente il calo del -2,7% registrato nel mese precedente. Tuttavia, il confronto su base annua rivela una flessione dello 0,6%, confermando così il ventiquattresimo mese consecutivo di declino rispetto all’anno precedente. Un dato che, se da un lato lascia intravedere una possibile inversione di tendenza, dall’altro evidenzia le fragilità di un settore ancora lontano dalla piena ripresa.

Tra i comparti che hanno trainato l’aumento mensile spicca quello dell’energia, cresciuto del 3,7%, seguito dai beni di consumo, che hanno registrato un incremento del 2,6%. Anche i beni intermedi (+4,0%) e quelli strumentali (+4,1%) hanno contribuito alla crescita, seppur con dinamiche meno marcate rispetto ai mesi precedenti. Tuttavia, non tutti i settori hanno beneficiato di questa ripresa. La fabbricazione di mezzi di trasporto, in particolare, ha subito un calo del 13,1%, con gli autoveicoli che hanno toccato un preoccupante -37%. Altre flessioni significative si sono verificate nel tessile, abbigliamento e pelletteria (-12,3%) e nella produzione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,2%).

Nonostante il quadro complessivo rimanga critico, alcuni comparti hanno mostrato segnali positivi. Il farmaceutico, ad esempio, ha registrato un incremento del 21,7% su base annua, mentre il settore legno, carta e stampa è cresciuto del 6,2%. Questi dati, seppur incoraggianti, non bastano a compensare le difficoltà strutturali che affliggono il sistema industriale italiano, minacciato anche dai dazi internazionali che potrebbero penalizzare ulteriormente l’export, uno dei pilastri dell’economia nazionale.

L’Istat, nel suo rapporto, ha sottolineato come l’aumento mensile sia stato trainato principalmente dall’energia, mentre i beni strumentali (-0,9%) e intermedi (-0,2%) hanno mostrato performance più deboli. Escluso il contributo dell’energia, tuttavia, la dinamica mensile risulta positiva in tutti i raggruppamenti industriali, un segnale che potrebbe aprire la strada a una stabilizzazione del settore nei prossimi mesi.

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