Repubblica e lo sciopero, giornalisti e operai uniti contro Elkann
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Redazione Interno
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Il Comitato di Redazione di Repubblica ha denunciato un tentativo da parte dei vertici della testata di aggirare lo sciopero indetto per il 25 e 26 settembre. La Fnsi ha espresso solidarietà ai colleghi, sottolineando come la commistione tra pubblicità e informazione possa minare la fiducia nel giornalismo, causando danni economici superiori ai benefici derivanti da contratti pubblicitari discutibili.
Il comunicato sindacale del Cdr del Sole 24 Ore ha espresso sostegno ai giornalisti di Repubblica, evidenziando le gravi ingerenze dell'editore e delle aziende a lui riconducibili sull'attività giornalistica. Queste ingerenze rappresentano un nodo cruciale per il futuro dell'informazione in Italia, in un contesto in cui gli editori cercano di compensare il calo delle vendite con una crescente diversificazione verso marketing ed eventi.
La protesta ha visto un'inedita alleanza tra giornalisti e operai di Stellantis, entrambi uniti contro John Elkann, editore di Repubblica e figura di spicco della famiglia Agnelli. I giornalisti rivendicano la libertà di svolgere il proprio lavoro senza condizionamenti commerciali, mentre gli operai lottano per mantenere i propri posti di lavoro in Italia.
Lo sciopero ha avuto un impatto significativo, togliendo copertura alla manifestazione "Italian Tech Week", un evento su cui Exor, la holding che controlla Gedi e quindi Repubblica, aveva investito molto.




