Israele e Iran, nuovi raid mentre la diplomazia tenta di fermare l’escalation
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Redazione Esteri
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Mentre a Ginevra Francia, Germania e Gran Bretagna cercano di aprire un canale diplomatico per placare lo scontro tra Israele e Iran, i cieli dei due Paesi continuano a essere solcati da missili e droni. Nelle ultime ore, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto una nuova serie di raid nelle regioni centrali e occidentali dell’Iran, colpendo – secondo quanto riporta il Times of Israel – obiettivi militari. Una risposta diretta all’attacco lanciato da Teheran nella notte, quando circa 25 missili balistici hanno raggiunto il territorio israeliano.
Uno di questi è esploso ad Haifa, ferendo diverse persone, mentre un altro, caduto in una zona scarsamente popolata, ha provocato un boato tale da essere udito a chilometri di distanza. Altri impatti sono stati registrati nel Negev e nel Gush Dan, con danni ancora da quantificare. A Be’er Sheva, città del sud di Israele, un missile iraniano ha colpito un palazzo, scatenando un incendio che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
L’escalation, iniziata una settimana fa con un massiccio attacco israeliano giustificato – secondo Tel Aviv – dalla necessità di fermare lo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran, ha visto Teheran rispondere con una delle offensive più pesanti degli ultimi anni. Per contrastarla, Israele ha schierato per la prima volta il Barak Magen ("Scudo Fulmine"), un sistema di difesa navale progettato per intercettare droni e missili. Nella notte del 15 giugno, stando alle fonti militari israeliane, il nuovo dispositivo ha abbattuto otto droni iraniani, alcuni dei quali erano riusciti a superare la Cupola di Ferro, il sistema antimissile che per anni ha protetto le principali città israeliane




