Bezzecchi da operato sul podio di Silverstone, trionfa Raul Fernandez
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Redazione Sport
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Ventuno giorni, non di più. È questo il lasso di tempo che separa Marco Bezzecchi dal tavolo operatorio e dal gradino più basso del podio di Silverstone, dove il pilota italiano ha chiuso terzo nel Gran Premio di MotoGP, resistendo con gli ultimi spasmi di energia agli attacchi di un Alex Marquez che sembrava poterlo avere a portata di sorpasso.
L'impresa, perché di impresa si tratta, assume contorni ancora più significativi se si considera la doppia operazione a cui il "Bez" si è sottoposto appena tre settimane fa, e che avrebbe dovuto tenerlo lontano dalle competizioni per un periodo ben più lungo. Invece, eccolo lì, a combattere con il corpo e con la mente, a stringere i denti sull'asfalto inglese per difendere una posizione che sa di rivincita personale e di straordinaria forza di volontà, in una gara che resterà negli annali per la perfezione esibita dal vincitore.
La perfezione di Raul Fernandez
Raul Fernandez ha davvero disputato una gara senza sbavature, partito alla grande fin dal semaforo spento e capace di sfruttare immediatamente il problema occorso a Jorge Martín al via, quando l'abbassatore posteriore della sua Aprilia è rimasto inserito creando scintille alla prima curva, lo stesso inconveniente capitato anche a Ogura.
Il pilota spagnolo classe 2000, in forza al team satellite Trackhouse, ha dimostrato una maturità e una gestione della corsa fuori dal comune, dosando le energie e la gomma posteriore in modo tale da accumulare un vantaggio che in alcuni frangenti ha toccato i quattro secondi su Martín, il quale ha dovuto accontentarsi della seconda piazza.
Il dubbio, nei primi giri, era che Fernandez avesse forzato troppo il ritmo rischiando di cedere sul finale, e invece il pilota iberico ha avuto ragione lui, riscattando con gli interessi la caduta rimediata nella sprint race di sabato e regalando alla Aprilia, seppur nella formazione satellite, una vittoria che suona come un'opera d'arte sull'asfalto inglese.
L'eroismo di Bezzecchi e la classifica
Se la prestazione di Fernandez è stata un capolavoro di tecnica e strategia, quella di Marco Bezzecchi assume i toni dell'epica sportiva. Il pilota romagnolo, nonostante le condizioni fisiche precarie e il lungo stop che si sarebbe reso necessario dopo l'intervento chirurgico, non solo ha preso il via ma ha anche lottato fino all'ultimo centimetro di pista, tenendo testa a un Alex Marquez che aveva una moto, la Ducati del team Gresini, più performante in alcune aree del tracciato.
L'ultimo giro è stato un assalto senza tregua da parte dello spagnolo, ma Bezzecchi ha chiuso ogni varco, ha protetto la traiettoria con l'intelligenza del veterano e ha tagliato il traguardo per primo tra i due, regalando al pubblico un finale da brividi che ha confermato la sua straordinaria resilienza.
Sul podio, insieme a lui e al vincitore Fernandez, è salito anche Jorge Martín, che allunga ulteriormente il suo vantaggio in classifica generale: il leader del Mondiale, nonostante il problema al via, ha limitato i danni e si è aggiudicato punti pesanti in ottica iridata, consolidando la sua posizione di favorito per il titolo.
Il dominio Aprilia e le sfide future
La gara di Silverstone ha messo in luce il momento d'oro della Casa di Noale, che ha piazzato tre moto nelle prime tre posizioni con Fernandez, Martín e Bezzecchi, anche se con una particolarità non trascurabile: la vittoria è andata al team satellite Trackhouse, lasciando le Aprilia ufficiali a inseguire. Per la Ducati, invece, è una domenica amara, con Alex Marquez quarto e Pedro Acosta quinto con la Ktm a interrompere il dominio italo-spagnolo, mentre la Casa di Borgo Panigale deve già progettare la rivincita in vista del prossimo appuntamento di Aragon.
La classifica piloti, aggiornata al termine del Gran Premio della Gran Bretagna, vede sempre Martín in testa, ma la prestazione di Bezzecchi, a dispetto del terzo posto, è forse la notizia più sorprendente della giornata, perché parla di un uomo che ha trasformato un handicap fisico in una spinta emotiva, riscrivendo i confini del possibile in un campionato che non smette di regalare colpi di scena.
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