Garlasco, i Cappa denunciano "notizie assurde" mentre i Poggi chiedono nuovi esami del Dna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di quasi diciassette anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, il caso torna a far discutere, non solo per gli sviluppi giudiziari ma anche per la battaglia legale intrapresa dalla famiglia Cappa, cugini della vittima. Attraverso i loro avvocati, Gabriele Casartelli e Antonio Marino, i Cappa hanno rilasciato una nota in cui denunciano la diffusione di «pseudo-informazioni assurde e implausibili», minacciando azioni legali contro chi continua a alimentare speculazioni «contrarie alle norme di civile convivenza».

La vicenda giudiziaria, intanto, prosegue con l’incidente probatorio fissato per il 17 giugno, momento cruciale per valutare le nuove indagini coordinate dalla procura di Pavia. Se Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2014, rimane il principale condannato, le attenzioni si sono ora spostate su Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta. Le analisi del consulente Carlo Previderè hanno identificato tracce del suo Dna nel materiale biologico prelevato dal margine ungueale di Chiara Poggi, un elemento che potrebbe riaprire un caso mai del tutto chiuso.

La relazione di Previderè, lunga sessanta pagine, ricostruisce anche la provenienza dei reperti, molti dei quali recuperati dai carabinieri nella spazzatura di una donna residente nei pressi del Santuario della Bozzola, luogo più volte evocato dalla cronaca ma finora marginale nelle indagini. Intanto, la famiglia Poggi insiste: servono nuovi prelievi genetici, estesi anche a periti e agenti, per evitare che emergano, in futuro, nuovi «Ignoti» come già accaduto in passato.

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