Morte di Matilde Lorenzi, la procura indaga responsabile sicurezza e allenatore
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Redazione Interno
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La procura di Bolzano, riaprendo un fascicolo che era stato iscritto nel registro dei reati solo presunti, ha formalmente posto sotto inchiesta due figure cardine nella dinamica che condusse alla morte di Matilde Lorenzi, la promettente sciatrice diciannovenne scomparsa durante un allenamento in Val Senales. Le accuse, che si addensano attorno alle responsabilità per l'incidente, coinvolgono direttamente il responsabile della sicurezza delle piste e degli impianti di risalita del comprensorio Alpin Arena Senales e, parallelamente, l’allenatore nonché preparatore della pista di slalom gigante Grawand G1, sul cui tracciato la giovane atleta stava esercitandosi quando perse la vita.
L'incidente probatorio e le nuove acquisizioni
A sostenere l’azione della magistratura, la quale ha disposto anche lo svolgimento di un incidente probatorio, è un corpus di elementi probatori di recente acquisizione, tra i quali spicca, per il suo carattere decisivo, la videoregistrazione che fissa i secondi cruciali dell’accaduto. A questo documento visivo, che offre una rappresentazione oggettiva della sequenza degli eventi, si affianca una memoria depositata dalla famiglia Lorenzi, assistita dall’avvocato torinese Gian Maria Nicastro, la quale ha efficacemente sollecitato una nuova e più approfondita valutazione del caso.
Le consulenze tecniche che ridisegnano la dinamica
La ricostruzione proposta dai consulenti della famiglia, e che la procura ha ora fatto propria, introduce una distinzione fondamentale nella catena causale dell’evento mortale. Secondo la perizia medico-legale allegata agli atti, infatti, l’impatto iniziale durante la caduta non sarebbe stato di per sé sufficiente a causare il decesso; la causa letale viene invece identificata nel successivo e violento urto contro il margine rialzato della pista, un elemento del tracciato la cui pericolosità, stando a una seconda consulenza in materia di sicurezza, non era stata adeguatamente mitigata da quelle misure di protezione che, se installate, avrebbero potuto scongiurare l’esito tragico.
Il percorso giudiziario e il fascicolo Fisi
L’indagine, che procede nel suo iter per accertare eventuali profili di colpa, si è arricchita di un ulteriore tassello con l’acquisizione del fascicolo che la Federazione italiana sport invernali aveva in precedenza costituito in merito all’accaduto, e che aveva successivamente archiviato. Questo passaggio consente ai magistrati di confrontare le diverse ricostruzioni e di valutare la condotta di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell’allenamento e della sicurezza dell’ambiente in cui esso si è svolto, senza che ciò pregiudichi, per il momento, le posizioni dei due indagati.




