Indagati per la morte di Matilde Lorenzi, la procura di Bolzano iscrive nel registro responsabile sicurezza e allenatore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A un anno di distanza dalla tragedia che ha stroncato la giovane carriera di Matilde Lorenzi, la sciatrice diciannovenne della nazionale juniores deceduta in seguito a una caduta durante un allenamento in Val Senales, la procura di Bolzano ha formalmente iscritto nel registro degli indagati due figure cardine nella gestione dell'infrastruttura sportiva. L'attenzione degli investigatori, la quale si è concentrata sulle dinamiche che hanno preceduto l'incidente fatale, si è appuntata sul responsabile della sicurezza delle piste e degli impianti di risalita del comprensorio Alpin Arena Senales e, parallelamente, sull'allenatore nonché preparatore della pista di slalom gigante denominata Grawand G1, tracciato sul quale la Lorenzi stava effettuando la sua sessione. L’avvio formale dell’azione penale, che segue un complesso lavoro di acquisizione di elementi, rappresenta una tappa significativa nel percorso volto a far piena luce sulle responsabilità, sebbene di natura ancora ipotetica, in un evento che aveva inizialmente assunto i contorni della fatalità.

L’incidente probatorio e le consulenze

Proprio in queste settimane, come parte integrante dell’iter istruttorio, si sta svolgendo l’incidente probatorio, un momento procedurale cruciale al quale partecipano, con i loro legali e i propri consulenti tecnici, sia le parti civili costituite sia gli indagati. Tale fase, disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura, permette di acquisire prove che, per la loro natura, potrebbero non essere ripetibili in un eventuale dibattimento successivo, assicurandone così la conservazione e l’immediatezza. L’avvio di questa procedura è stato preceduto dalla riapertura del fascicolo, un atto sollecitato dalla famiglia della sciatrice, la quale, non rassegnandosi all’idea di un mero caso, ha fornito alla magistratura una consulenza medico-legale autonoma che ha offerto nuovi spunti di valutazione sulle cause del decesso.

Le figure al centro delle indagini

I due indagati, i cui nomi non sono stati diffusi in ossequio alle garanzie del procedimento, ricoprivano, al momento dei fatti, ruoli di fondamentale importanza per la sicurezza dell’attività sportiva. Al primo, responsabile della sicurezza del comprensorio, competevano le verifiche ordinarie e la manutenzione delle piste, compresa quella della Grawand G1, nonché la supervisione degli impianti, in un contesto dove la conformità alle norme è presupposto imprescindibile per la prevenzione di incidenti. All’allenatore e preparatore della pista, invece, spettava il compito di garantire che il tracciato fosse allestito in maniera conforme ai regolamenti tecnici federali e che le condizioni della neve, unitamente alla disposizione delle porte, non presentassero criticità tali da mettere a repentaglio l’incolumità degli atleti durante le discese ad alta velocità.

Il percorso giudiziario e le prospettive

La morte di Matilde Lorenzi, avvenuta il 28 ottobre del 2024 dopo il ricovero in ospedale, aveva inizialmente determinato l’archiviazione delle prime indagini, poi revocata alla luce dei nuovi elementi peritali. L’inchiesta, che procede per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, mira ora a stabilire se, e in quale misura, una condotta negligente o imprudente, oppure un’omissione nelle attività di controllo e preparazione, abbiano concorso a determinare le condizioni che hanno portato alla caduta mortale della sciatrice. La magistratura altoatesina, evitando fughe di notizie e mantenendo un profilo rigoroso, sta conducendo le sue verifiche senza anticipare giudizi, mentre il mondo dello sport invernale segue con attenzione uno dei rari casi in cui un incidente in pista approda sul tavolo di un procuratore.

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