La sindaca Salis in sopralluogo al Lagaccio dopo la frana: “Genova è fragile, ora le verifiche”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ha atteso che le operazioni di messa in sicurezza, protrattesi per buona parte della notte, giungessero a una prima, provvisoria conclusione, e si è presentata all'alba di fronte al civico 72 di via Napoli, nel cuore del quartiere Lagaccio. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha voluto constatare di persona l'entità dei danni causati dal cedimento di un muro di contenimento — una struttura pertinente a un'area privata, quella dell'ex caserma Gavoglio — venuto giù sotto la spinta delle piogge torrenziali che si sono abbattute sulla città. Insieme a lei, nel corso della ricognizione, c'erano l'assessore comunale ai Lavori Pubblici e alla Protezione civile, Massimo Ferrante, e la presidente del Municipio I Centro Est, Simona Cosso: una presenza, la loro, volta a coordinare sul campo i primi interventi tecnici e a gestire la complessa macchina dell'accoglienza per gli sfollati.

Sono cinquantadue, in tutto, le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni quando, poco dopo le ventitré, l'allarme è scattato e i vigili del fuoco, insieme alla polizia locale e agli operatori della Protezione civile, hanno dato il via allo sgombero dell'intero stabile. Un'operazione delicata, quella condotta dai soccorritori, che si è conclusa solo intorno alle due del mattino, e che ha visto la maggior parte dei residenti — quarantasei per l'esattezza — trovare una sistemazione autonoma presso parenti o amici, mentre per le restanti sei persone il Comune ha dovuto attivare soluzioni abitative d'emergenza, trasferendole in strutture alberghiere. Una squadra di geologi e geometri, intanto, è già al lavoro per redigere la perizia tecnica sul muraglione franato e per verificare la staticità del condominio coinvolto, un accertamento ritenuto propedeutico a qualunque decisione circa un eventuale, e al momento non prevedibile, rientro degli evacuati.

Una città esposta e la questione delle responsabilità private

La sindaca Salis, nel corso del sopralluogo, non ha nascosto la particolare vulnerabilità del territorio comunale, una fragilità strutturale che eventi meteorici intensi come quello delle ultime ore non fanno che acuire. “Quando piove copiosamente, Genova è esposta a questo tipo di rischi”, ha dichiarato, sottolineando come l'amministrazione stia impiegando tutte le risorse a disposizione per far fronte all'emergenza e fornire assistenza, ma anche per affiancare i privati nella soluzione di problemi che, come nel caso di via Napoli, traggono origine da proprietà non pubbliche. Il riferimento è al muro dell'ex area Gavoglio, un manufatto la cui manutenzione e il cui consolidamento, come per legge, ricadono sotto la responsabilità dei proprietari. Un residente della zona, intervistato dai cronisti presenti, ha peraltro ricordato come la criticità di quel tratto fosse nota da tempo e come, a quanto pare, si fosse addirittura avviato un dialogo con un geologo per pianificare dei lavori di messa in sicurezza, progetti però superati dalla furia dell'acqua prima che potessero concretizzarsi.

Scuole aperte e disagi diffusi in città

Mentre l'attenzione dei media e delle autorità resta focalizzata sul Lagaccio, dove l'evacuazione del palazzo ha rappresentato l'episodio di maggiore impatto, il maltempo non ha risparmiato altre zone del genovesato. Un secondo smottamento, infatti, si è verificato intorno alle cinque del mattino in via Giovanni da Verrazzano, a Fontanegli, dove il cedimento di un terreno privato ha invaso la carreggiata, rendendo necessaria l'immediata chiusura della strada al transito da parte della polizia locale. In questo caso, diversamente da quanto accaduto in via Napoli, non ci sono state abitazioni direttamente minacciate e non si è pertanto reso necessario alcuno sgombero. Permangono, inoltre, disagi diffusi legati agli allagamenti, come quelli che hanno portato alla chiusura dei sottopassi di via Brin, a Certosa, e di piazza Pallavicini. Per quanto riguarda l'edificio scolastico situato nelle immediate vicinanze del civico 72, la sindaca ha tenuto a precisare che, in attesa di verifiche strutturali più approfondite che ne accertino la piena agibilità, l'istituto resterà regolarmente aperto.

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