Verstappen: «Futuro Ferrari? Non ha senso se lotta per il quinto posto»
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Redazione Sport
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Max Verstappen spegne le voci su un possibile futuro in Ferrari con una frase che non lascia spazio a interpretazioni. In un'intervista alla Associated Press, ripresa da Sky UK, il quattro volte campione del mondo ha spiegato che il fascino del marchio di Maranello non basta se il progetto tecnico non consente di lottare per il vertice.
«Ho assolutamente molto rispetto per il marchio, ma se questo significa impegnarsi per poi ritrovarsi a lottare per il quinto o sesto posto, che senso ha?», ha dichiarato l'olandese, che a fine agosto ha prolungato il proprio contratto con la Red Bull fino al 2030.
La posizione di Verstappen arriva a pochi giorni dalla prima vittoria stagionale conquistata in Malesia, sul circuito di Sepang, dove si è recuperato il Gran Premio del Bahrain.
Il pilota della Red Bull ha preceduto sul traguardo Kimi Antonelli e Lewis Hamilton, interrompendo un digiuno che durava da dicembre 2025. Un successo che ha riportato entusiasmo in casa Red Bull dopo mesi complicati, segnati dall'introduzione del nuovo regolamento tecnico e dall'esordio dei motori di produzione interna.
La scelta di restare a Milton Keynes
Il rinnovo contrattuale firmato in agosto lega Verstappen alla Red Bull per altre quattro stagioni oltre la scadenza originaria prevista nel 2028. «La Red Bull è una seconda famiglia per me e la sfida della ricostruzione è ciò che mi motiva», ha spiegato il pilota, che in Red Bull ha trascorso praticamente l'intera carriera in Formula 1, fatta eccezione per la prima stagione in Toro Rosso nel 2015.
Con la scuderia anglo-austriaca ha conquistato quattro titoli mondiali consecutivi tra il 2021 e il 2024 e ha collezionato oltre settanta vittorie nei Gran Premi.
La decisione di Verstappen arriva in un momento di profondo cambiamento per la Red Bull, che negli ultimi anni ha visto l'addio di figure storiche come Adrian Newey e l'ex team principal Christian Horner, sostituito da Laurent Mekies. Proprio su un possibile ritorno di Horner in Formula 1, accostato di recente alla Ferrari, Verstappen ha mantenuto una posizione distaccata: «Ha dimostrato di aver fatto un buon lavoro. Certo, circolano molte voci e non so quanto ci sia di vero. Non voglio sembrare scortese, ma non è un problema o una preoccupazione che mi riguardi».
Singapore e il traguardo mai raggiunto
Il circus della Formula 1 si sposta ora a Singapore, dove domenica 11 ottobre si corre il Gran Premio di Marina Bay, diciassettesima prova del Mondiale 2026. Il weekend prevede il formato Sprint, con la gara breve sabato mattina e le qualifiche tradizionali nel pomeriggio, mentre il Gran Premio domenica alle ore 14 italiane. L'intero fine settimana è trasmesso in diretta su Sky Sport F1 e in streaming su NOW, con qualifiche Sprint, Sprint Race e qualifiche visibili in chiaro anche su TV8.
Per Verstappen, Singapore rappresenta un appuntamento con la storia personale ancora incompiuta: in carriera non ha mai vinto sul tracciato cittadino di Marina Bay, unico circuito del calendario attuale dove non è ancora salito sul gradino più alto del podio. Curiosamente, negli anni dello strapotere di Sebastian Vettel con la Red Bull, Marina Bay era considerato un feudo della scuderia anglo-austriaca, grazie anche all'utilizzo degli scarichi soffiati che si adattavano particolarmente alle caratteristiche del tracciato.
La Sprint di Singapore sarà anche l'ultima della stagione, prima del finale di campionato che condurrà alla conclusione del Mondiale.
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