Tether supera il 10% della Juventus, ma Exor resta il pilastro dell’azionariato
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Redazione Sport
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La Juventus, che da oltre un secolo rappresenta uno dei simboli del calcio italiano, vede oggi il suo assetto proprietario attraversare una fase di ridefinizione, seppur senza scossoni. Exor, la holding guidata dalla famiglia Agnelli-Elkann, mantiene saldamente il controllo con il 65,4% del capitale sociale e il 78,9% dei diritti di voto, confermandosi come l’attore dominante. Tuttavia, a catturare l’attenzione è l’ascesa di Tether, la società legata al mondo delle criptovalute, che ha incrementato la propria quota superando la soglia del 10%.
Come annunciato dalla stessa azienda, il 15 aprile 2025 Tether Investments ha perfezionato l’acquisto di ulteriori azioni, portando la partecipazione al 10,12% del capitale – equivalente al 6,18% dei diritti di voto. Un passo che consolida la presenza del gruppo nel club bianconero, dopo l’ingresso iniziale avvenuto due mesi prima con l’8,2% delle quote. "Questa mossa strategica", si legge nel comunicato, "permette a Tether di rafforzare il proprio impegno". Sebbene l’operazione non modifichi gli equilibri di potere, segnala un interesse crescente da parte di investitori esterni al tradizionale panorama calcistico.
A scendere in classifica è invece Lindsell Train, società specializzata in investimenti mobiliari, ora terza con l’8,7% del capitale e il 5,3% dei diritti di voto. Completa il quadro il flottante in Borsa, che rappresenta il 15,8% del capitale ma solo il 9,7% del potere decisionale, riflettendo la struttura duale delle azioni juventine, dove i titoli senza diritto di voto pesano in misura significativa.
L’arrivo di Tether, noto per l’emissione dell’omonimo stablecoin agganciato al dollaro, solleva interrogativi sulle prospettive di un club che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare sfide sia sportive che finanziarie. Se da un lato l’ingresso di capitali freschi potrebbe alleggerire la situazione economica, dall’altro resta da vedere se e come il nuovo azionista influenzerà le scelte societarie. Exor, comunque, continua a dettare l’agenda, grazie a una maggioranza che lascia poco spazio a sorprese.




