«I Cesaroni – Il ritorno», il segreto di Marco e l’ombra di Eva (senza Mastronardi) che scuote la Garbatella

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La settima stagione della serie targata Mediaset, quella che avevamo imparato a chiamare “il ritorno” dopo anni di silenzi e voci di corridoio, continua a mescolare carte vecchie e nuove con una abilità che non sempre convince, ma che di certo tiene incollati allo schermo. Nella quinta puntata, andata in onda lunedì 11 maggio in prima serata su Canale 5, il vero nodo della vicenda non è tanto il rischio di pignoramento della bottiglieria – sebbene Livia, per scongiurarlo, abbia chiamato in causa zia Teresa con quella tipica disperazione pratica che appartiene solo ai personaggi ben scritti – quanto il peso di un segreto che Marco custodisce con evidente inquietudine. E non è un caso se, parallelamente, Marta e Olmo procedano nel loro rapporto tra pudori adolescenziali e slanci mal coordinati, quasi a fare da contrappunto leggero a un magma che ribolle altrove.

Il terremoto sentimentale che non si vede ma si intuisce

A scatenare il vero terremoto emotivo, però, è stato quanto accaduto – o meglio, quanto si è consumato off screen – nella puntata precedente, e le cui ripercussioni hanno trovato spazio nei dialoghi e nei silenzi di questa quinta. Marco, lo stesso che sta per pronunciare le promesse di matrimonio con Virginia (Maria Filippi), madre di suo figlio Adriano, avrebbe trascorso una notte con Eva Cudicini. Lei, il grande amore storico della serie, l’assente ingombrante: Alessandra Mastronardi non fa parte del cast de “Il ritorno”, circostanza che aveva già sollevato polemiche tra i fan più affezionati. Eppure gli sceneggiatori hanno trovato il modo di far sopravvivere il personaggio, facendolo agire fuori campo, quasi come uno spettro che continua a bussare alle porte della Garbatella.

Un tradimento annunciato o una resa dei conti rimandata?

La scelta narrativa – quella di far sì che Marco e Eva facessero l’amore senza che lo spettatore possa vederli – ha diviso, come spesso accade in questi casi, chi avrebbe preferito un taglio netto col passato e chi invece non riesce a immaginare i Cesaroni senza quella tensione lì. Marco (Matteo Branciamore) appare ora diviso tra la lealtà verso Virginia e la riemersione di un legame che credeva sepolto. La bottiglieria, intanto, continua a essere il baricentro fisico della storia: gestita da Giulio (Claudio Amendola, che qui è anche regista) insieme al fratello Augusto (Maurizio Mattioli), resta lo specchio di un’esistenza fatta di clienti, debiti e piccole ipocrisie quotidiane. Il pignoramento imminente, paventato da Livia, non è solo una questione economica: diventa la metafora di una famiglia che cerca di non sgretolarsi mentre i suoi membri tengono nascoste verità capaci di minare le fondamenta.

Il peso di un'assenza (e di una presenza fantasmatica)

Eva, insomma, c’è eccome, anche se nessuna attrice la interpreta. È nei sensi di colpa di Marco, nella piega che prenderanno le sue promesse di matrimonio con Virginia, nel modo in cui gli altri personaggi evitano di pronunciare il suo nome oppure lo sussurrano come un anatema. I social network – come emerso dagli stralci di conversazioni ripresi nei riassunti online – hanno reagito con quella miscela di indignazione e nostalgia che da sempre accompagna le serie di lunga corso: c’è chi parla di “tradimento narrativo”, chi invece rivendica il diritto della coppia storica a sopravvivere anche senza l’attrice originale. Nessuno, però, può negare che la mossa abbia ridato smalto a una trama che rischiava di arenarsi sulle acque tranquille della routine familiare. Il nono episodio, previsto per il 18 maggio sempre su Canale 5, dovrà gestire le conseguenze di questo terremoto silenzioso: Marco pronuncerà le promesse? Virginia scoprirà tutto? E la bottiglieria, con Giulio e Augusto in prima linea, troverà la salvezza proprio mentre tutto intorno sembra crollare?

Tra ritorni – fisici o mentali – e nuovi ingressi, la macchina produttiva di Mediaset punta ancora una volta sulla formula che ha fatto la fortuna della serie: un groviglio di affetti, debiti e tradimenti condito con quella comicità di fondo che non diventa mai farsa. L’assenza di Alessandra Mastronardi, trasformata in risorsa invece che in limite, testimonia quanto a volte ciò che non si vede pesi più di ciò che si mostra apertamente. E Marco, nel frattempo, continua a custodire quel segreto, mentre la Garbatella intorno finge di non accorgersi che alcune crepe non si riparano con un sorriso e un bicchiere alla bottiglieria.

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