Bandiera blu 2026, l’Italia tiene il passo: dalla Riviera delle palme alla Calabria, il mare che vale un vessillo
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Redazione Interno
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Il calendario delle cerimonie, come ogni primavera, scandisce i tempi di un appuntamento ormai cruciale per il turismo balneare: il 14 maggio, a Roma, la Fee (Foundation for Environmental Education) consegnerà le Bandiere blu alle località che hanno superato i rigorosi parametri sulla qualità delle acque e sulla gestione ambientale. E quest’anno, a differenza di qualche precedente edizione in cui qualche Comune aveva dovuto gettare la spugna, non si registrano defezioni lungo il tratto della cosiddetta Riviera delle palme. San Benedetto, Grottammare e Cupra Marittima – tutte e tre hanno ricevuto la lettera di convocazione – si presenteranno dunque nella sala convegni del Cnr in piazzale Aldo Moro per ritirare il riconoscimento, confermando un trend virtuoso che ormai dura da diverse stagioni.
Dalle Marche al basso Adriatico, una filiera di eccellenze senza interruzioni
Civitanova, Potenza Picena e Porto Recanati, che compongono l’intera costa maceratese, hanno anch’esse ottenuto l’invito: un “en plein” che la Fee motiva con la balneabilità delle acque, l’efficienza dei depuratori e la qualità dei servizi offerti lungo gli arenili. Chi osserva la cartina della regione nota come non esista soluzione di continuità tra questi territori e quelli più a sud, dove il riconoscimento diventa un moltiplicatore di attrattività. La cerimonia romana, in programma alle 10.30, sarà quindi l’occasione per sancire un dato oggettivo: malgrado le criticità infrastrutturali che affliggono molti sistemi fognari nazionali, ci sono porzioni di litorale capaci di garantire standard elevati, e i turisti – lo dicono i flussi delle prenotazioni – premiano questa affidabilità.
La Calabria sul podio nazionale: terza solo dietro Liguria e Puglia
Ma è un’altra regione, stando alla classifica diffusa da Travel365, a registrare il balzo più significativo. La Calabria conquista 23 Bandiere blu nel 2026, piazzandosi al terzo posto assoluto tra le regioni italiane: davanti a lei soltanto la Liguria (33 vessilli) e la Puglia (27). Un risultato, questo, che il segretario generale della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia, definisce “positivo” e foriero di “prospettive di crescita per il settore turistico”. Lavia, pur senza nascondere il quadro strutturale ancora incompiuto – “Va compiuto ogni sforzo ulteriore per realizzare un ciclo delle acque moderno e un sistema di depurazione ovunque efficiente” – ha voluto sottolineare come il terzo posto nella graduatoria nazionale rappresenti un cambio di passo rispetto al passato. Le località calabresi premiate, nell’elenco stilato dalla Fee, coprono gran parte dei due versanti costieri, dalla Sibaritide allo Jonio reggino, con una concentrazione notevole in provincia di Cosenza: tra queste spicca Corigliano-Rossano, la cui ufficialità arriverà proprio il 14 maggio a Roma.
Un sistema di valutazione che guarda oltre l’acqua pulita
La Fee, va ricordato, non si limita a misurare i batteri fecali o la trasparenza del mare. Per ottenere la Bandiera blu, i Comuni devono dimostrare di avere una raccolta differenziata efficace, un’adeguata depurazione delle acque reflue, l’assenza di scarichi illegali, la corretta gestione delle aree naturalistiche e un’offerta turistica accessibile a tutti. Ed è per questo che il mancato ritiro di un vessillo, o l’esclusione di una località che l’aveva ottenuto l’anno prima, finisce quasi sempre per innescare polemiche locali e interrogazioni in consiglio comunale. Nel 2026, invece, nel comprensorio di San Benedetto non si registrano “defezioni”, come viene detto negli ambienti della Fee, e la convocazione dei tre Comuni marchigiani è stata accolta senza particolari sorprese, quasi fosse l’esito scontato di un lavoro costante di manutenzione e controllo. Per la Calabria, invece, il terzo posto rappresenta una novità destinata a entrare nei report degli operatori turistici: il mare più pulito, dicono gli agenti di viaggio, sta cambiando le rotte del turismo domestico, con un crescente interesse verso le coste joniche e tirreniche della regione. E la Bandiera blu, in questo contesto, fa da garante silenzioso ma inequivocabile.




