Pamela Genini e l'ultimo viaggio con Soncin, che voleva evitare sue reazioni violente
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Redazione Interno
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Probabilmente per lui, Gianluca Soncin, quella di martedì sera rappresentava l’ennesima vittoria ottenuta per mezzo della violenza e del timore che lui stesso era riuscito a instillare in Pamela Genini; per lei, invece, si è trattato dell’atto conclusivo, della parola fine su una relazione che aveva trovato la forza di interrompere, una scelta che poi ha pagato con la vita stessa. È in un appartamento milanese, intorno alle ventuno e trenta, che si consuma la tragedia: l’uomo, un biellese di cinquantadue anni, fa irruzione nell’abitazione servendosi di una copia delle chiavi che aveva fatto realizzare segretamente alcune settimane prima, per poi colpire a morte l’ex compagna, una modella e imprenditrice di ventinove anni originaria di Bergamo, con una serie di fendenti che, secondo le ricostruzioni, sarebbero almeno ventiquattro.
L'interrogatorio dinanzi al giudice e le accuse
È previsto per oggi l’interrogatorio di Gianluca Soncin davanti al giudice per le indagini preliminari, un passaggio cruciale nel procedimento che lo vede accusato di omicidio, aggravato da elementi come la premeditazione, i futili motivi, il legame sentimentale pregresso, la crudeltà e le condotte di stalking. Non è ancora chiaro, come riferito dalla sua difesa, l’avvocatessa Simona Luceri, se l’uomo deciderà di rispondere alle domande del gip; subito dopo il fermo, del resto, si era mostrato confuso, anche sotto il profilo fisico, e non aveva voluto fornire alcuna versione dei fatti accaduti.
Il ricordo di chi l'ha conosciuta prima del dramma
A emergere, mentre proseguono le indagini sulla dinamica e sulle motivazioni dell’omicidio, è il ritratto di Pamela Genini, che Vladimir Luxuria – la quale la conobbe nel 2015 quando condusse il reality show “L’isola di Adamo ed Eva” – ha voluto ricordare all’Adnkronos, dichiarandosi profondamente scossa dalla notizia. “All’inizio non avevo collegato, sono passati dieci anni”, ha affermato la conduttrice ed ex parlamentare, “ma poi mi è tornata subito in mente”. Luxuria ne ha lodato la bellezza, sottolineandone, però, “soprattutto la solarità e il sorriso”, rievocando anche un episodio in cui la giovane declinò le attenzioni di un ragazzo perché le erano parse irrispettose, un dettaglio che ne tratteggia il carattere.
La dinamica dell'aggressione e un passato di violenza
Elementi investigativi lasciano intendere che, durante l’aggressione fatale, la vittima abbia gridato «non lo farò più», una supplica che non è bastata a fermare la furia omicida. Quella di Soncin, del quale si indaga il passato per verificare precedenti condotte violente, appare come una condotta pianificata, che si inserisce in un contesto di relazioni pericolose, dove la paura di reazioni violente spinge le donne a calcoli estremi, pur di evitare l’escalation; Pamela, che si era allontanata dall’uomo, aveva probabilmente cercato proprio questo, evitare sue reazioni, senza purtroppo riuscirci.




