Yemen, gli Houthi rivendicano attacchi a portaerei Usa e base israeliana dopo i raid su Ras Issa
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Redazione Esteri
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Il gruppo armato yemenita degli Houthi ha dichiarato di aver colpito due portaerei statunitensi, la Harry Truman e la Carl Vinson, e di aver abbattuto un drone MQ-9 Reaper, in quella che definisce una risposta ai bombardamenti americani sul porto petrolifero di Ras Issa. L’attacco aereo, che secondo fonti locali avrebbe causato almeno 74 vittime e 171 feriti, rappresenta l’episodio più sanguinoso dall’inizio dell’ultima campagna militare lanciata da Washington contro i ribelli, sostenuti dall’Iran.
Durante una manifestazione di massa a Sana’a, dove migliaia di persone hanno bruciato bandiere americane e israeliane in segno di protesta, il portavoce Yahya Saree ha annunciato che gli Houthi avrebbero preso di mira anche un’installazione militare israeliana vicina all’aeroporto Ben Gurion. “Le nostre operazioni continueranno finché persisterà l’aggressione contro Gaza e il nostro popolo”, ha affermato, collegando l’escalation al conflitto in corso nella Striscia.
I raid su Ras Issa, scattati dopo mesi di tensioni crescenti nel Mar Rosso, hanno riacceso lo scontro tra Washington e la fazione yemenita, che da anni controlla ampie porzioni del Paese. Sebbene gli Stati Uniti abbiano intensificato gli attacchi per neutralizzare la minaccia alle rotte commerciali, gli Houthi – che dispongono di arsenali sempre più sofisticati – sembrano in grado di replicare con azioni dimostrative, complicando gli sforzi per ridurre la loro influenza.
La rivendicazione dell’abbattimento del drone, se confermata, segnerebbe un ulteriore innalzamento della posta in gioco, dopo che nei mesi scorsi altri velivoli senza pilota erano stati intercettati nella regione. Intanto, le immagini della folla oceanica a Sana’a, con cori di condanna verso Stati Uniti e Israele, sottolineano come la retorica antioccidentale resti un potente strumento di mobilitazione per il gruppo, che da anni combina resistenza locale e narrative transnazionali.




