Ivrea, il quadro di De Chirico rubato 56 anni fa e il risveglio di un cold case
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un dipinto, che raffigura una veduta di Venezia, firmato dal maestro Giorgio de Chirico e valutato, stando alle cronache dell'epoca, otto milioni di lire, venne sottratto nell'inverno del 1969 da un'abitazione privata. Quella che poteva sembrare una delle tante storie di furti d'arte, destinata a rimanere insoluta, si è invece trasformata in un cold case di straordinaria attualità, un giallo che i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Torino hanno riaperto, cominciando a dipanare la complessa matassa proprio lo scorso anno, partendo da indagini che hanno condotto persino in Inghilterra.
La memoria di Amedeo Goria e il valore affettivo del dipinto
Amedeo Goria, giornalista noto al pubblico per la sua lunga carriera in Rai, dove per decenni ha seguito il mondo del calcio, ricorda con precisione quel quadro appeso nella casa dei genitori, descrivendone la bellezza unica e i colori forti che lo caratterizzavano. Quel dipinto, però, per la famiglia Goria rappresentava molto più di un'opera di inestimabile valore artistico; esso incarnava, infatti, un significato affettivo profondo, legato a una riconciliazione tra i genitori. Il padre Aldo, come racconta lo stesso giornalista, lo acquistò in una galleria torinese con l'intenzione di farne un dono alla madre Irene, in un momento di tensione tra i due, trasformandolo così in un simbolo di pace familiare.
La riemersione dell'opera e le indagini
La vicenda, dopo decenni di oblio, ha conosciuto una svolta imprevista quando l'opera è misteriosamente rispuntata nel 2013, per la precisione nella zona di Ivrea, riaccendendo i riflettori su un caso che sembrava ormai archiviato. La sua ricomparsa, che precede di un decennio la riapertura formale delle indagini da parte dell'Arma, ha dato il via a un nuovo e meticoloso lavoro investigativo. I militari, muovendosi tra piste che si intrecciano oltre i confini nazionali, stanno ora cercando di ricostruire l'intricato percorso compiuto dal dipinto in tutti quegli anni, un viaggio oscuro le cui tappe rimangono in gran parte da chiarire.
La rivendicazione e il percorso giudiziario
La riemersione del quadro ha portato con sé non solo questioni di natura giudiziaria, ma anche un'energica rivendicazione da parte di Amedeo Goria, il quale, parlando con il Corriere della Sera, ha espresso senza mezzi termini la sua determinazione a riavere ciò che ritiene un bene di famiglia illegittimamente sottratto. La sua è una battaglia personale che si interseca con le procedure legali, mentre le indagini proseguono per accertare le responsabilità penali e la legittima proprietà dell'opera, la cui storia, segnata da un furto e da una lunga latitanza, rimane ancora oggi piena di interrogativi.




