Farnborough Air Show 2026, la vittoria del GCAP… e dei droni

Farnborough Air Show 2026, la vittoria del GCAP… e dei droni
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Redazione Economia Redazione Economia   -   È partito oggi il Farnborough Air Show 2026, il tradizionale appuntamento biennale dell'aerospazio e della difesa che si tiene nell'omonima cittadina della contea dell'Hampshire, nel Regno Unito. Un'edizione, quella che si protrarrà fino al 24 luglio, che si apre decisamente nel segno del programma GCAP, il caccia di Sesta Generazione sviluppato congiuntamente da Italia, Regno Unito e Giappone.

Dopo che il programma ha compiuto un deciso passo in avanti con l'assegnazione al consorzio EdgeWing di un contratto da 4,6 miliardi di sterline, la rassegna inglese si configura come la vetrina ideale per mostrare i progressi di questa ambiziosa collaborazione tripartita, mentre intorno si addensa l'interesse per i sistemi unmanned e le tecnologie anti-drone, ormai elementi centrali nei moderni scenari operativi.

Il contratto da 4,6 miliardi per il caccia del futuro

Il momento clou della manifestazione, che si svolge in un aeroporto a pochi chilometri da Londra, è rappresentato dall'impulso decisivo impresso al Global Combat Air Programme. Il contratto, assegnato all'inizio di luglio dal GCAP Agency a EdgeWing, la joint venture che riunisce BAE Systems per il Regno Unito, Leonardo per l'Italia e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. per il Giappone, vale 4,6 miliardi di sterline (circa 5,3 miliardi di euro) e copre un periodo di 18 mesi fino al 2027.

Questo nuovo accordo, che segue un primo contratto da 686 milioni di sterline firmato nell'aprile del 2026, consente di completare la fase di definizione del concept avanzato e di valutazione per poi proseguire con la progettazione di dettaglio e lo sviluppo congiunto del velivolo. L'obiettivo dichiarato dalle tre nazioni è quello di mettere in servizio il caccia stealth di nuova generazione entro il 2035, un traguardo che l'assegnazione di questi fondi rende ora più concreto che mai, con i primi voli del dimostratore previsti già entro la fine del 2027.

Leonardo e l'ecosistema multidominio

In questo contesto, Leonardo si presenta a Farnborough con un ruolo da protagonista, forte di una presenza industriale consolidata nel Regno Unito dove conta quasi 10.000 dipendenti e un'importante filiera di fornitura. L'amministratore delegato Lorenzo Mariani ha sottolineato come l'azienda stia vivendo una fase di profonda trasformazione dello scenario internazionale, che richiede una risposta industriale sempre più solida e tempestiva, coniugando il potenziamento della base produttiva con una cooperazione internazionale sempre più stretta.

La società italiana ha scelto il salone britannico per presentare il proprio portafoglio di soluzioni multidominio, che spaziano dai domini aereo, terrestre e navale fino a quelli spaziale e cyber.

Tra le principali tecnologie esposte figurano velivoli ed elicotteri con e senza equipaggio, sistemi anti-drone (C-UAS), sensoristica avanzata, soluzioni di cybersecurity e il sistema di comando e controllo Michelangelo Dome, un'architettura integrata che connette sensori, sistemi e capacità operative in un unico ecosistema per coordinare le operazioni e migliorare l'efficacia della risposta alle minacce.

Il primo ordine per 11 elicotteri

Non solo caccia di nuova generazione, però. L'edizione 2026 del Farnborough Airshow si è aperta per Leonardo con la firma di un importante contratto per 11 elicotteri civili con un operatore mediorientale il cui nome è stato tenuto riservato. Le consegne sono previste entro il 2028 e i velivoli saranno impiegati per compiti di trasporto, soccorso e supporto all'industria energetica.

Secondo fonti di mercato, il valore dell'operazione si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro, un segnale che va a rafforzare il già solido posizionamento dell'azienda nel segmento degli elicotteri e il suo backlog di ordini. L'accordo rappresenta la prima commessa pubblica del salone per il gruppo guidato da Mariani e testimonia l'appeal delle soluzioni italiane anche nel settore civile, in un evento che tradizionalmente vede la difesa come protagonista assoluta.

Droni, sovranità e il ruolo dell'Ucraina

Il tema dei sistemi senza pilota e della difesa anti-drone emerge con forza come un filo conduttore di questa edizione. Dopo il fallimento del programma SCAF tra Francia, Germania e Spagna, gli occhi di tutti sono puntati sul rivale GCAP, ma parallelamente si sviluppa la corsa ai droni da combattimento, come dimostra la presenza di Boeing con il suo MQ-28 Ghost Bat, un drone autonomo presentato come potenziale partner del futuro caccia.

L'evoluzione del conflitto in Ucraina ha radicalmente trasformato la percezione dei sistemi unmanned, spingendo le aziende a investire massicciamente in soluzioni C-UAS e Collaborative Combat Aircraft (CCA). In quest'ottica, la stessa Ucraina, grazie alle sue soluzioni "testate in battaglia", avrà una presenza di rilievo alla manifestazione, con spazi aggiuntivi dedicati ai suoi espositori, a testimonianza dell'importanza che l'esperienza diretta sul campo riveste per l'industria della difesa.

Il tutto si inserisce in un dibattito più ampio sulla sovranità europea in materia di difesa, in un contesto geopolitico reso incerto dalle politiche di Washington e che spinge i Paesi del Vecchio Continente a cercare maggiore autonomia strategica.

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