Certificazione Unica 2025, novità per forfettari e minimi
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Redazione Economia
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Quest'anno, la Certificazione Unica 2025 porta con sé importanti cambiamenti per i contribuenti italiani, in particolare per coloro che rientrano nei regimi forfettari e dei minimi. L'Agenzia delle Entrate, infatti, ha annunciato che i sostituti d'imposta non saranno più obbligati a trasmettere la Certificazione Unica relativa ai compensi corrisposti a questi soggetti. Questa novità, che rientra nel quadro della riforma fiscale, rappresenta un significativo alleggerimento degli oneri burocratici per i professionisti e le piccole imprese.
Il 15 gennaio, l'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il modello definitivo della Certificazione Unica 2025, che attesta i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo, le provvigioni e i redditi diversi, oltre ai corrispettivi derivanti dai contratti di locazioni brevi. Questo documento, obbligatorio per i datori di lavoro, costituisce un riepilogo ufficiale delle somme corrisposte durante l'anno fiscale di riferimento e delle ritenute fiscali e previdenziali applicate.
Parallelamente, è stato elaborato un modello di lettera informativa da inviare ai clienti per la richiesta dei dati e dei documenti necessari alla predisposizione della dichiarazione annuale IVA 2025, relativa al periodo d'imposta 2024. La dichiarazione potrà essere presentata a partire dal 1° febbraio 2025 fino al termine ultimo del 30 aprile 2025. Rispetto al modello dell'anno precedente, le modifiche apportate sono limitate, ma comunque rilevanti per garantire una corretta gestione fiscale.
Tra le altre novità del 2025, si segnalano anche importanti aggiornamenti riguardanti i modelli 730 e 770. Questi modelli, fondamentali per la dichiarazione dei redditi, sono stati aggiornati per riflettere le nuove disposizioni fiscali e per semplificare il processo di compilazione per i contribuenti.




