Riforma tributaria 2026: novità per esportatori, IVA e forfettari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama fiscale italiano, da sempre in costante evoluzione, si prepara ad accogliere una serie di modifiche sostanziali per l’anno 2026, le quali toccano diversi fronti – dagli esportatori abituali ai contribuenti forfettari – e che mirano, almeno nelle intenzioni dichiarate, a snellire gli adempimenti e a rispondere a precise esigenze di neutralità finanziaria. Tra le principali innovazioni, che si articolano attraverso provvedimenti già pubblicati e piani operativi di prossima attuazione, spiccano le regole aggiornate per la dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto e l’introduzione di maggiori dettagli nella dichiarazione precompilata dei redditi per i piccoli imprenditori. Tali interventi, del resto, seguono una logica di progressivo affinamento del sistema, dove la digitalizzazione degli strumenti si accompagna a meccanismi tecnici pensati per alleggerire gli oneri di cassa, come nel caso del plafond per chi opera prevalentemente con l’estero.

Il regime per gli esportatori abituali

Gli esportatori abituali, ossia quei soggetti il cui volume d’affari con l’estero supera la soglia del 10%, possono continuare a beneficiare di un regime agevolato per gli acquisti di beni e servizi in territorio nazionale. Il meccanismo, che consente di acquistare senza l’applicazione immediata dell’IVA entro un limite predeterminato – il cosiddetto plafond, fisso o mobile –, ha l’obiettivo dichiarato di neutralizzare gli effetti finanziari derivanti dall’accumulo di crediti d’imposta, un problema ricorrente per chi svolge principalmente operazioni non imponibili. Per poter accedere a questa facilitazione, che rappresenta una significativa eccezione al principio generale, è obbligatoria la presentazione di una dichiarazione d’intento preventiva, la quale costituisce il presupposto formale per la fruizione del beneficio e ne delimita l’ambito operativo.

Le novità nel modello IVA 2026

Con il provvedimento n. 51732/2026, datato 15 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera definitivo al modello di dichiarazione IVA per l’anno 2026 – che si riferisce al periodo d’imposta 2025 – e alla sua versione “base”, corredandoli delle relative istruzioni per una corretta compilazione. La scadenza per la presentazione è fissata nel consueto intervallo tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026, con una particolare attenzione per coloro che intendono comunicare le liquidazioni periodiche relative all’ultimo trimestre del 2025 nel Quadro VP, i quali devono considerare le date effettive dei giorni di chiusura. Le modifiche introdotte, per la maggior parte, sono strettamente connesse alla recente apertura normativa sui crediti IVA delle società di comodo, un tema che ha richiesto un adeguamento degli schemi dichiarativi per garantire la necessaria trasparenza e il controllo da parte dell’amministrazione finanziaria.

Maggiori dettagli per i forfettari

Anche i contribuenti in regime forfettario, i cui numeri continuano a crescere nel tessuto economico nazionale, saranno coinvolti da un importante aggiornamento a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2026. Come precisato nel PIAO – il Piano integrato di attività e organizzazione – reso pubblico dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 4 febbraio, la dichiarazione precompilata vedrà l’inserimento di nuovi dati e informazioni, con l’obiettivo di renderla più accurata e aderente alla situazione reale del contribuente. Questo intervento, che rientra nel più ampio disegno di semplificazione e digitalizzazione tracciato per il prossimo triennio, punta a ridurre gli errori e a facilitare il compito degli autonomi e delle piccole imprese, i quali potranno contare su un quadro precompilato sensibilmente più ricco e dettagliato rispetto al passato.

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