Nazionale italiana, il dopo-Gattuso: Malagò apre a Guardiola ma frena, Mancini resta in pole
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Redazione Sport
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La partita per la panchina della Nazionale italiana è entrata nel vivo, complice la nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico e di Leonardo come advisor, due figure chiave che avranno il compito di traghettare il calcio azzurro verso un nuovo ciclo. Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha aperto alla suggestione Pep Guardiola, ma con molta cautela, e il suo intervento a margine della Partita del cuore a L'Aquila ha fissato i paletti della prossima scelta.
Le parole di Malagò: "Da vedere se è il profilo giusto"
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Malagò ha spiegato che "ora si entra nella fase dell'individuazione", dopo aver posto le basi per la rifondazione. "Nessuno può dire che Guardiola non sarebbe una cosa molto importante", ha ammesso il numero uno della Federcalcio, smorzando però gli entusiasmi. "È tutto da vedere che sia la persona o il profilo giusto, così come è da verificare se ci sia compatibilità". Un'ammissione che tiene aperta la porta a tutti i candidati, ma che sottolinea anche le difficoltà di un'operazione così onerosa e complessa.
La corsa a tre: Mancini, Conte e la suggestione Guardiola
Nonostante l'effetto-sorpresa legato al nome del tecnico catalano, al momento la corsa sembra riservata ad altri due profili. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, Roberto Mancini è ancora il principale candidato per tornare sulla panchina dell'Italia. L'ex ct, artefice della vittoria dell'Europeo 2021, vanta un rapporto privilegiato con lo stesso Malagò ma deve fare i conti con l'addio dell'estate 2023, quando lasciò la Nazionale per l'Arabia Saudita.
Dall'altra parte, Antonio Conte rappresenta la scelta gradita ai club di Serie A, che si sarebbero anche detti disponibili a contribuire economicamente per un ingaggio che altrimenti peserebbe molto sulle casse della Figc.
Il ruolo di Maldini e Leonardo: rivoluzione o continuità?
L'ingresso di Maldini e Leonardo potrebbe però stravolgere i piani. Secondo le indiscrezioni de La Gazzetta dello Sport, i due nuovi dirigenti avrebbero in testa un nome diverso da Mancini e Conte, una figura in grado di rappresentare una vera e propria "rivoluzione" tecnica e culturale. Leonardo, in particolare, sarebbe il punto di riferimento per provare a trasformare la suggestione Guardiola in un'idea concreta.
La visione del calcio del brasiliano, che in passato ha convinto Leo Messi a lasciare il Barcellona per il Psg, potrebbe essere il fattore chiave per attrarre un profilo internazionale come quello di Pep, reduce da un contratto faraonico al Manchester City.
Le alternative: Pioli, Pirlo e i colpi di scena
La rosa dei candidati, tuttavia, non si esaurisce qui. Il nome di Stefano Pioli è balzato in alto nelle quotazioni dei bookmaker, complice il legame con Maldini con cui vinse lo scudetto al Milan nel 2022, e la sua attuale disponibilità. Resta sullo sfondo la suggestione legata ad Andrea Pirlo, un campione del mondo 2006 che Maldini avrebbe già voluto portare sulla panchina del Milan in passato.
In attesa di un annuncio ufficiale che potrebbe arrivare nei prossimi giorni, la partita per la panchina azzurra resta aperta a ogni possibile scenario, con i bookmaker che vedono Mancini e Conte favoriti ma con l'ombra di Guardiola pronta a diventare realtà.




