Milei all'Onu: l'intelligenza artificiale è la fabbrica di spilli del XXI secolo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente argentino Javier Milei ha portato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite una tesi tanto ambiziosa quanto radicale: l'intelligenza artificiale non è una minaccia da temere, ma un acceleratore di produttività senza precedenti. «Dove molti vedono una minaccia, noi scorgiamo una nuova frontiera», ha dichiarato dal podio di New York, evocando la «superintelligenza» cara a Donald Trump e sostenendo che essa possa moltiplicare la produttività «secondo ordini di grandezza che ancora non riusciamo a comprendere».

La fabbrica di spilli e la lezione di Adam Smith

Per argomentare la sua posizione, Milei ha recuperato un classico della storia del pensiero economico: l'esempio della fabbrica di spilli contenuto ne La ricchezza delle nazioni di Adam Smith, pubblicata nel 1776. «L'intelligenza artificiale sarà la fabbrica di spilli del XXI secolo», ha affermato, spiegando che così come la divisione del lavoro moltiplicò esponenzialmente la produzione nell'esempio smithiano, l'IA è in grado di trasformare «le nostre economie, la sanità, l'istruzione e persino le modalità di governo».

La scelta del riferimento non era casuale. Milei, che di solito indossa cravatte lisce, si è presentato all'Assemblea con una cravatta recante il profilo di Adam Smith, dettaglio reso noto dal cancelliere Pablo Quirno attraverso una foto pubblicata prima dell'intervento. Il presidente ha poi spiegato che si tratta di un regalo di Gerardo Bongiovanni, presidente della Fundación Libertad, e che secondo il suo ricordo sarebbe appartenuta a Milton Friedman o sarebbe comunque molto simile a quelle che l'economista della Scuola di Chicago era solito indossare.

La prudenza non è paura

Nel suo intervento, Milei ha respinto le letture catastrofiste legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, sostenendo che «la prudenza non è sinonimo di paura, e la paura non deve in alcun caso trasformarsi automaticamente in obbedienza». La sua posizione, in linea con quella dell'amministrazione statunitense, punta a non introdurre regolamenti preventivi che possano frenare l'innovazione tecnologica.

I vertici dell'IA al Consiglio di Sicurezza

Mentre Milei pronunciava il suo discorso davanti all'Assemblea, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ospitava un evento senza precedenti: l'audizione dei vertici di alcune tra le più importanti aziende globali del settore. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, Dario Amodei, ceo di Anthropic, e Clément Delangue, co-fondatore di Hugging Face, hanno discusso degli sviluppi e dei rischi dell'IA davanti ai quindici membri del Consiglio, in una riunione convocata a margine della settimana dell'Assemblea generale.

Le posizioni emerse sono parse sensibilmente distanti da quelle espresse dal presidente argentino. Altman ha parlato di un bivio epocale: «L'intelligenza artificiale può essere un nuovo Rinascimento, può aumentare la conoscenza», ma «può muoversi più velocemente delle nostre istituzioni», rendendo necessaria «estrema cautela». Amodei, intervenuto in video collegamento, è stato ancora più esplicito: «Se gestita male, credo che l'IA potrebbe rappresentare un rischio per l'umanità intera».

Ha poi proposto tre misure concrete per la cooperazione internazionale: accordi globali specifici come il divieto di utilizzare l'IA per produrre armi biologiche, sistemi di valutazione e verifica reciproca tra paesi, e standard comuni per testare i modelli insieme a un sistema di notifica degli incidenti di sicurezza.

Altman ha ribadito la disponibilità delle aziende a rallentare lo sviluppo quando necessario: «Abbiamo rallentato unilateralmente in passato. Lo faremo di nuovo in futuro», ha dichiarato, pur ammettendo che l'industria «non ha tutte le risposte».

Il quadro argentino

La posizione di Milei sull'intelligenza artificiale si inserisce in una strategia più ampia delineata dal governo argentino, che aspira a fare di Buenos Aires un polo attrattivo per le aziende tecnologiche attraverso un quadro giuridico e fiscale favorevole. Il presidente ha più volte ribadito l'intenzione di non introdurre regolamentazioni preventive, presentando l'Argentina come un laboratorio per lo sviluppo senza vincoli dell'IA.

Il discorso all'Onu ha toccato anche altri temi cari al presidente argentino, tra cui le critiche all'organizzazione stessa, definita in passato con toni durissimi, e il rinnovo del reclamo di sovranità sulle Isole Malvinne, con l'invito al Regno Unito a riprendere i negoziati bilaterali.

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