Tragedia in montagna, muore il comasco Francesco Roncoroni: il suv con sette amici esce di strada e si schianta sotto la neve
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Redazione Interno
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Il rombo del motore che si spegne tra i fiocchi fitti, la carreggiata che da San Domenico scende verso valle trasformandosi in una trappola, e poi lo schianto. È successo tutto in pochi, interminabili secondi nel tardo pomeriggio di sabato 14 marzo, sulla provinciale 153 a Varzo, nel Verbano-Cusio-Ossola, dove un viaggio di ritorno dalle piste si è concluso in tragedia. A perdere la vita è stato Francesco Roncoroni, trentenne della provincia di Como, più precisamente di Uggiate con Ronago come riportato dalle cronache locali, mentre altre cinque persone – tutti giovani tra i 25 e i 30 anni – sono rimaste ferite, trasportate d’urgenza all’ospedale di Domodossola in codice giallo.
Il mezzo sul quale viaggiava il gruppo, un fuoristrada Land Rover, stava percorrendo l’arteria che collega la stazione sciistica a valle quando, probabilmente a causa della neve che nelle ore precedenti aveva imbiancato la zona e reso l’asfalto particolarmente insidioso, ha sbandato all’altezza della località Gebbo. La vettura, secondo una prima e ancora sommaria ricostruzione della Polizia stradale di Verbania, ha sfondato il guardrail, ha scavalcato il margine della carreggiata ed è precipitata per diversi metri nella scarpata sottostante, terminando la sua corsa contro il muro esterno di un’abitazione. L’impatto, come spesso accade in questi frangenti, è stato violentissimo e per il giovane comasco non c’è stato nulla da fare: i sanitari del 118, giunti sul posto con l’elisoccorso reso complicato dalle avverse condizioni meteo, non hanno potuto che constatarne il decesso.
Le operazioni di soccorso e i primi rilievi sul numero di occupanti
Le operazioni di recupero, coordinate dai vigili del fuoco, si sono protratte per ore a causa della fitta nevicata in corso e della posizione impervia in cui era finito il veicolo. I pompieri hanno lavorato a lungo per estrarre dalle lamiere i corpi dei feriti, alcuni dei quali sono rimasti incastrati tra i sedili e i rottami, in un contesto operativo che definire complesso sarebbe riduttivo. Un elemento, emerso con chiarezza già dalle prime verifiche degli inquirenti, riguarda il numero di persone a bordo del suv: stando a quanto riferito dall’ANSA e da altre testate, i giovani all’interno dell’abitacolo erano sette, un numero che, con ogni probabilità, eccede la capienza per cui il mezzo è omologato. La Land Rover, una volta precipitata, è finita ruote all’aria o comunque in una posizione tale che ha reso difficoltoso persino il conteggio esatto dei passeggeri, ma i rilievi effettuati dalla stradale non lasciano spazio a dubbi sulla presenza di sette persone a bordo.
Le indagini della procura e le condizioni della strada
La Procura di Verbanha ha aperto un fascicolo per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia, e gli investigatori stanno ora vagliando ogni possibile pista. L’ipotesi più accreditata, al momento, è che la neve caduta abbondantemente nel pomeriggio abbia giocato un ruolo determinante, trasformando un fondo già di per sé tortuoso in una lastra scivolosa sulla quale il conducente potrebbe aver perso il controllo del mezzo. Ma non è l’unico aspetto al vaglio di chi indaga: il sovraccarico del veicolo, con due passeggeri in più rispetto a quanto probabilmente consentito dalla carta di circolazione, potrebbe aver alterato il baricentro del fuoristrada, rendendolo più instabile e meno reattivo nelle manovre di emergenza. Gli agenti stanno acquisendo tutte le testimonianze e analizzando la scia di frenata, se presente, per capire se ci sia stato un tentativo disperato di evitare lo sbandamento. Il sindaco di Varzo, Bruno Stefanetti, ha parlato di una nevicata normale per il periodo, sebbene intensa, ma ciò non toglie che la provinciale 153, in quel tratto, fosse particolarmente esposta e quindi pericolosa.
Le conseguenze sulla viabilità e il recupero del mezzo
Nell’immediatezza del sinistro, la provinciale è stata chiusa al traffico da Gebbo in poi, non solo per consentire le operazioni di soccorso ma anche perché il guardrail divelti rappresentavano un pericolo immediato per la circolazione. La strada è stata riaperta solo nella giornata di domenica 15 marzo, una volta messa in sicurezza l’area e rimosse le lamiere del veicolo incidentato, un’operazione che ha richiesto l’intervento di una gru e che è stata rallentata proprio dalla neve fresca che ricopriva il terreno rendendo difficili le manovre di aggancio e sollevamento. I turisti rimasti bloccati a monte dalla chiusura hanno potuto finalmente fare ritorno a valle, incolonnandosi dietro i mezzi spazzaneve che hanno liberato la carreggiata. Nel frattempo, il gruppo di amici sopravvissuti, quelli che condividevano con Francesco Roncoroni la giornata sugli sci e che ora si trovano ricoverati con ferite e contusioni, dovranno fare i conti con un rientro che non avrebbero mai immaginato, mentre la magistratura proseguirà gli accertamenti per stabilire le esatte responsabilità e chiarire se quella maledetta uscita di strada potesse essere evitata.




