Italia-Israele a Udine, la città è blindata per la sicurezza
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Redazione Sport
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Stasera l'Italia di Gattuso affronta Israele allo stadio Friuli di Udine, in una partita che vale un passo decisivo verso la qualificazione al Mondiale. Gli azzurri, che si giocano una fetta importante del loro futuro, sarebbero certi dei playoff in caso di vittoria, un obiettivo che il ct persegue con una probabile svolta tattica. Gattuso, infatti, sembra orientato a tornare a una difesa a tre, schierando Di Lorenzo, Mancini e Calafiori, mentre in attacco si valuta l'ipotesi di far partire dal primo minuto Pio Esposito, prendendo così il posto di Kean. Poche ore prima del fischio d'inizio, l'allenatore ha voluto esprimere un pensiero che travalica il rettangolo di gioco, dichiarando: “Sono felice di vedere che la guerra a Gaza è finita. Lunga vita alla pace”.
La macchina della sicurezza
Udine, però, non vive soltanto delle emozioni del pallone, essendo piuttosto una città blindata, stretta in una morsa di controlli e severe misure di sicurezza. Il sollievo, quello vero e definitivo, arriverà soltanto a partita conclusa, quando si potrà dire che tutto sia filato liscio sotto il profilo dell'ordine pubblico. Girando per le vie del centro, quello che si nota immediatamente è la massiccia presenza delle forze dell'ordine; macchine della Polizia slalomeggiano a bassa andatura persino nelle zone pedonali, un dispiegamento di uomini e mezzi che appare come la risposta più evidente alla prevista manifestazione Pro Pal. I rinforzi, come riportato, sono ben visibili e presidiano ogni angolo, compresa un'ampia area adiacente a piazza della Libertà, dove un'enorme struttura temporanea diventa il simbolo di una giornata fuori dall'ordinario.
Il contesto extra-calcistico
L'incontro di questa sera genera, inevitabilmente, un contesto che va ben oltre il calcio, attirando i riflettori su Udine per ragioni che con il gioco hanno poco a che fare. L'evento sportivo, che alcuni organizzatori invitano esplicitamente a boicottare, riaccende i riflettori su una questione di portata internazionale, creando un clima di tensione che le autorità si sforzano di contenere. Non è la prima volta che una partita legata a queste dinamiche diventa oggetto di proteste; l'iniziativa “Italia-Palestina”, tenutasi a Roma, ne è un esempio recente, avendo visto scendere in campo, in una partita amichevole contro una rappresentanza palestinese, diversi nomi noti dello spettacolo e della cultura, i quali hanno scelto di esprimere così la propria posizione.
La partita oltre la partita
Mentre la squadra si prepara per una sfida cruciale, la città respira un'aria insolita, fatta di pattuglie e di un'attesa carica di aspettative non solo sportive. La deliziosa e normalmente placida Udine si mostra oggi sotto una luce diversa, stimolante e al tempo stesso sorprendente per la poca gente che si aggira in giro, mentre la macchina della sicurezza prosegue il suo lavoro silenzioso e metodico. Ciò che accade fuori dallo stadio, con le sue misure eccezionali, finisce per definire la giornata tanto quanto gli eventi in campo, tracciando un solco profondo tra la normale passione per il calcio e le complesse vicende che il mondo a volte riversa sugli eventi sportivi.




