Udine blindata per la partita Italia-Israele, tra sicurezza e solidarietà
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Redazione Sport
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La città di Udine si prepara a vivere una giornata particolarmente intensa e delicata martedì 14 ottobre, quando due eventi di natura profondamente diversa imporranno un dispiegamento di forze senza precedenti. La partita di qualificazione ai Mondiali di calcio tra la Nazionale azzurra e Israele, in programma alle 20.45 allo Stadio Friuli – Bluenergy Stadium, coinciderà infatti con una manifestazione di sostegno alla Palestina, annunciata per il pomeriggio e alla quale sono attese oltre diecimila persone. L’incrocio, tanto temporale quanto simbolico, di questi due appuntamenti ha reso necessaria un’attenta pianificazione, la quale, com’è ovvio, ha come unico e inderogabile obiettivo la garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza di tutti, tifosi, cittadini e manifestanti.
Il dispositivo di sicurezza e la cornice surreale
Per gestire una simile complessità, le autorità hanno predisposto un vero e proprio cordone di protezione attorno all’impianto e nelle vie limitrofe, con barriere e controlli diffusi che mirano a tenere rigorosamente separate le due situazioni. La viabilità subirà inevitabili limitazioni, trasformando il quartiere dello stadio in una sorta di fortezza. A rendere ancor più peculiare la serata, contribuirà l’atmosfera stessa che si vivrà all’interno dell’arena: le tribune, infatti, si preannunciano semideserte, una scena insolita per un match della nazionale, mentre la delegazione israeliana sarà accompagnata da agenti del Mossad, incaricati della sicurezza della squadra in un contesto internazionale così carico di tensioni.
Le iniziative della Federcalcio e le posizioni istituzionali
In un clima così polarizzato, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha scelto di affiancare all’evento sportivo un gesto di carattere umanitario. Il presidente Gabriele Gravina ha annunciato che, in occasione della gara, la Figc sosterrà economicamente la Uefa Foundation for Children, la quale, a sua volta, finanzia alcune organizzazioni non governative operative a Gaza. Tra queste figurano Médecins du Monde, impegnata nell’allestimento di strutture sanitarie d’emergenza e nella distribuzione di kit alimentari per i più piccoli, e Handicap International-Humanity & Inclusion, attiva nel fornire supporto psicosociale e aiuti di riabilitazione per i feriti gravi e le persone con disabilità. Un’iniziativa che mira ad alleviare, per quanto possibile, le sofferenze dei bambini palestinesi coinvolti nel conflitto.
La preoccupazione per possibili derive
Sul fronte istituzionale, il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha confermato la sua presenza allo stadio, esprimendo al contempo una preoccupazione che va oltre il semplice esito della partita. Fedriga ha dichiarato di augurarsi che l’evento rimanga confinato alla sua dimensione sportiva, sottolineando come la sua principale inquietudine sia rivolta verso quei frangenti, pur marginali, in cui qualcuno potrebbe inneggiare ai tragici avvenimenti del 7 ottobre. Una posizione che riflette la sensibilità di un territorio chiamato a bilanciare il diritto allo sport, il diritto di manifestare e l’imperativo di prevenire qualsiasi forma di estremismo o apologia di violenza.




