Conte a Napoli: "Gli impresentabili sono andati tutti a destra, grazie a Dio"
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Redazione Interno
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Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha scelto Napoli per presentare i candidati del Movimento in vista delle prossime elezioni regionali in Campania, definendo senza mezzi termini la propria linea politica e lanciando un attacco frontale all'avversario. "I nomi impresentabili sono andati tutti a destra", ha dichiarato, sottolineando come quella che potrebbe apparire una perdita si sia invece trasformata in un'opportunità per il suo partito. "Se li sono presi e volentieri li abbiamo ceduti", ha aggiunto con una punta di soddisfazione, chiarendo che la scelta di schierare Roberto Fico, il quale "salvaguarda il M5s sui livelli dei candidati, della legalità e dell'etica pubblica", ha di fatto facilitato il compito di selezionare una squadra coesa e allineata ai principi fondanti.
L'etica pubblica come discriminante
La rottura, secondo quanto spiegato dall'ex Premier, si è consumata proprio attorno ai criteri di selezione, che hanno fatto da spartiacque tra chi è rimasto e chi, invece, ha preferito intraprendere altre strade. La scelta di campo operata da Fico, incentrata su una rigorosa attenzione ai profili dei candidati e alla loro condotta, ha implicitamente innalzato un argine contro quelle che Conte non esita a definire come personalità sgradite. "Nel momento stesso in cui abbiamo detto che Roberto Fico avrebbe salvaguardato il M5s", ha affermato Conte, "hanno scelto un'altra strada e questo ci ha facilitato molto il compito", lasciando intendere che la selezione sia avvenuta in maniera quasi naturale, allontanando chi non rispecchiava determinati standard.
Le critiche al governo sulla manovra fiscale
Oltre a tracciare i confini della propria area politica, Conte ha rivolto accuse precise all'esecutivo, definendolo senza mezzi termini "il governo delle tasse". Secondo il leader pentastellato, si registrerebbe "la pressione fiscale più alta degli ultimi 10 anni", a cui non corrisponderebbero "nessun intervento a favore delle imprese vero o reale e neppure per i cittadini". La sua critica si è concentrata sulla manovra economica, che a suo dire bypassa completamente le fasce sociali più in difficoltà. "Non vengono coinvolte le fasce che soffrono di più, quelle più deboli e il ceto medio completamente impoverito", ha osservato, mentre le risorse, a suo giudizio, vengono dirottate altrove.
Le priorità contestate della spesa pubblica
Ciò che appare inaccettabile a Conte è la destinazione delle risorse, che vedrebbe il governo "assolutamente concentrato ad omaggiare i signori della guerra, con 20 miliardi in tre anni, i colossi del web", senza che vi sia "alcun intervento significativo sulle banche". Questa allocazione dei fondi pubblici, secondo la sua visione, confermerebbe una linea politica distante dalle esigenze concrete della popolazione e delle attività produttive, accentuando quel distacco che il Movimento 5 Stelle intende sottolineare nella propria campagna elettorale, ponendo al centro la questione etica e una differente idea di giustizia sociale.




