Energia, Tajani annuncia più estrazioni in Basilicata. Meloni: «Mi pesa non aver fatto di più»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, è intervenuto a margine della festa Azzurra libertà a Montesilvano per delineare la strategia dell'esecutivo sul fronte energetico.

«Stiamo lavorando per cercare di ridurre il costo dell'energia perché un paese che è la seconda potenza industriale europea, la quarta potenza commerciale mondiale, ha bisogno di produrre con meno costi», ha dichiarato il titolare della Farnesina, aggiungendo che «purtroppo non dipende da noi, la guerra in Medio oriente sta peggiorando» ma «facciamo di tutto per cercare di alleviare i problemi».

Il riferimento è al conflitto che, con il blocco dello Stretto di Hormuz, sta comprimendo le forniture globali e spingendo il Brent nuovamente oltre i cento dollari al barile.

Il piano per la Basilicata e la sfida nucleare

Entrando nel merito delle misure, Tajani ha spiegato che l'esecutivo sta valutando «progetti mirati per cercare di ridurre il fardello del costo energetico su settori particolari». La decisione annunciata riguarda l'aumento della produzione nazionale: «Abbiamo deciso di aumentare la produzione energetica in Italia con l'estrazione di petrolio in Basilicata dove si può estrarre tre volte il petrolio che estraiamo oggi», ha affermato.

La regione lucana rappresenta già il cuore della produzione nazionale di greggio su terraferma, con i giacimenti di Val d'Agri e Tempa Rossa che nel 2024 hanno toccato i 3,7 milioni di tonnellate, pari all'87 per cento del totale italiano. A questo si affianca, secondo il vicepremier, «la grande sfida del nucleare sul quale stiamo lavorando, ci vuole tempo ma a livello strategico ci permetterà di essere sempre più liberi e meno dipendenti da altri paesi».

Le parole di Meloni e il decreto in Consiglio dei ministri

Sul tema è tornata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un'intervista al quotidiano Il Foglio ha ammesso le difficoltà affrontate finora. «Mi pesa molto non aver potuto fare di più per famiglie e imprese proprio rispetto al caro energia, pur avendo dedicato, soprattutto a inizio legislatura, buona parte delle risorse a disposizione per affrontare il problema», ha dichiarato la premier, assicurando che il lavoro proseguirà anche in questa fase.

Meloni ha poi rivendicato l'approccio multidimensionale dell'esecutivo, che passa «dalla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, anche attraverso l'accelerazione sulle rinnovabili, alla riapertura al nucleare, in particolare il nucleare di nuova generazione, fino agli ultimi provvedimenti per consentire di accelerare le concessioni per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi».

Il decreto varato dal Consiglio dei ministri interviene proprio su questo ultimo fronte, prevedendo la possibilità di nominare commissari per sbloccare le procedure autorizzative in caso di inerzia della Regione, attraverso i poteri sostitutivi previsti dall'articolo 120 della Costituzione.

Le reazioni delle opposizioni lucane

Sul territorio, le opposizioni regionali hanno chiesto al governatore Vito Bardi di riferire in Aula e di valutare l'impugnazione del decreto davanti alla Corte costituzionale. In una nota congiunta, i consiglieri di centrosinistra hanno sottolineato che «non sosteniamo che la Basilicata sia stata commissariata né che con questo decreto siano state già autorizzate nuove trivellazioni», ma «sarebbe altrettanto sbagliato ridurre la questione a una semplice modifica procedurale».

La richiesta nasce dalla necessità di chiarire «quali istanze di prospezione, ricerca, perforazione o coltivazione siano attualmente pendenti in Basilicata, a quale fase siano giunte, quali richiedano l'intesa regionale e quali possano concretamente rientrare nell'ambito di applicazione delle nuove disposizioni». Nel frattempo, i dati diffusi dall'assessorato regionale alle Attività produttive segnalano un calo della produzione di idrocarburi dell'undici per cento nei primi nove mesi del 2025, con un conseguente impatto sul gettito delle royalties.

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