Milano, frenata d’emergenza alla metro M1 di Cadorna: cinque contusi e traffico in tilt per un Corpo sui binari
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Redazione Interno
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La mattinata di lunedì 4 maggio a Milano si è aperta con i consueti rituali della ressa nei vagoni della metropolitana, trasformandosi però in pochi istanti in una scena di caos e paura lungo la linea rossa. Poco prima delle 8.40, alla stazione di Cadorna, un convoglio della M1 ha dovuto azionare il sistema di frenatura d’emergenza – una manovra brusca e violenta che ha gettato a terra diversi passeggeri – per evitare l’impatto con una persona che, in quel frangente, si era gettata sui binari.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dall’azienda dei trasporti Atm, il macchinista non ha avuto alternative: l’uomo presente sul piano del ferro non sarebbe scivolato accidentalmente, ma avrebbe compiuto un gesto volontario, con ogni probabilità un tentativo di suicidio, che per un soffio non si è trasformato in una tragedia. L’intervento repentino del conducente ha salvato la vita alla persona finita sui binari, ma le conseguenze fisiche della brusca decelerazione sui viaggiatori all’interno del treno sono state immediatamente pesanti: l’onda d’urto ne ha fatti cadere diversi, causando un bilancio di cinque contusi. Nessuno di loro, al momento, sembra aver riportato ferite particolarmente gravi, ma la paura e l’agitazione hanno immediatamente invaso gli scompartimenti.
Subito dopo l’accaduto è scattata la macchina dei soccorsi, gestita da Areu 118, che ha mobilitato un contingente ragguardevole sul luogo dell’incidente. I testimoni riferiscono di un’area blindata dalle forze dell’ordine, dove sono intervenute ben cinque ambulanze e un’automedica per stabilizzare sia i contusi sia la persona uscita miracolosamente illesa dall’atto estremo. Agli agenti della Polizia Locale e del speciale Polmetro è spettato invece il compito di mettere in sicurezza la stazione e di gestire i primissimi accertamenti su quanto accaduto, raccogliendo le testimonianze dei viaggiatori più scossi.
L’interruzione della linea rossa e la ripresa del servizio
Dal punto di vista operativo, la frenata di emergenza ha avuto un effetto domino sull’intera infrastruttura della M1. Per permettere i soccorsi e la rimozione della persona dai binari, i tecnici hanno dovuto disattivare la corrente elettrica nel tratto compreso tra le fermate di Pagano e Cairoli, fermando di fatto la circolazione in entrambe le direzioni per una ventina di minuti. La stazione di Cadorna, snodo nevralgico dove convergono milioni di pendolari in coincidenza con la linea verde M2, è diventata così un punto di collasso: i cancelli sono rimasti chiusi per diverso tempo proprio per evitare l’affollamento pericoloso sui binari e consentire la messa in sicurezza dei luoghi.
Nonostante l’inevitabile accumulo di ritardi e la rabbia di chi cercava di arrivare al lavoro, la situazione è tornata lentamente alla normalità dopo le 9.00. Il ripristino della trazione elettrica ha permesso ai convogli di ricominciare a viaggiare regolarmente lungo la linea rossa; chi era rimasto bloccato a bordo del treno incidentato è stato fatto scendere in sicurezza per proseguire il viaggio con il primo mezzo utile.
L’aspetto giudiziario e la dinamica degli eventi
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata quasi subito sulla natura volontaria del gesto. Sebbene le fonti ufficiali evitino un linguaggio troppo esplicito per rispetto della delicata situazione, i riscontri forniti dall’Atm e dagli stessi agenti sul posto confermano che non si è trattato di un semplice malore o di una caduta accidentale: la persona era in stazione e, all’avvicinarsi del vagone, ha deliberatamente scavalcato la linea gialla di sicurezza lanciandosi sul piano del ferro. Un atto che ha messo a repentaglio non solo la propria incolumità, ma anche quella dei pendolari ignari, un peso psicologico non indifferente per il conducente del treno, chiamato a fermare una massa di oltre cento tonnellate in pochi metri.
Sul posto, oltre ai sanitari, sono subito intervenuti anche gli agenti della Polmetro, che hanno acquisito i filmati dei circuiti di videosorveglianza interni alla stazione. Questi risulteranno determinanti per chiarire gli ultimi secondi precedenti il lancio e per fornire assistenza alla persona, che è stata affidata alle cure dei medici del 118. Nel frattempo la Procura di Milano, come vuole la prassi in casi di interruzione dei pubblici servizi con conseguenti lesioni ai viaggiatori, ha aperto un fascicolo conoscitivo per ricostruire l’esatta dinamica o, comunque, per verificare la corretta applicazione dei protocolli di sicurezza da parte del personale viaggiante.




