Scudo penale per i medici, una protezione che arriva tra le polemiche
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Redazione Salute
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L’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei ministri, dello scudo penale per i professionisti sanitari rappresenta l’atto conclusivo di un iter che, iniziato in piena emergenza pandemica, approda ora a una sistemazione organica e stabile. Il provvedimento, varato il 4 settembre, sancisce che un medico potrà essere chiamato a rispondere penalmente delle proprie scelte solo in presenza di una “colpa grave”, a patto di aver operato nel rigoroso rispetto delle linee guida e delle buone pratiche cliniche, tenendo conto – è questa una novità significativa – delle “condizioni di lavoro e delle risorse disponibili”. Una clausola, quest’ultima, che introduce un elemento di concretezza, riconoscendo le difficoltà strutturali in cui versa una parte del Servizio sanitario nazionale.
Tuttavia, la riforma giunge in un contesto già saturo di tensioni, dove la teoria si scontra con una pratica giudiziaria ipertrofica. I numeri, del resto, parlano da soli: con oltre 35 mila nuove cause intentate ogni anno e un macigno di 300 mila procedimenti ancora pendenti, il sistema appare al collasso. Una giungla legale che, oltre a erodere la serenità professionale dei camici bianchi, finisce per alimentare quella “medicina difensiva” i cui costi, si stima, pesano per miliardi sulle casse degli ospedali, sottraendo risorse preziose alla cura stessa.
La misura, fortemente voluta dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e sostenuta a gran voce dalla maggioranza, viene accolta con favore da esponenti come Pietro Amodio, responsabile dipartimento sanità di Fratelli d’Italia, che la definisce “un equilibrio tra diritto alla salute del cittadino e tutela di chi ne è garante”. L’intento dichiarato è quello di ricostruire un patto di fiducia, spesso incrinato, tra pazienti e personale sanitario, liberando quest’ultimo dalla spada di Damocle di un ricorso legale per ogni decisione presa, specialmente in situazioni di urgenza dove il margine di errore si riduce drasticamente.




