In 400mila per Francesco: applausi e lacrime per un Papa "tra la gente"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alle nove del mattino, il Cupolone sembra svanire dentro una nuvola, mentre in piazza San Pietro si raduna una folla silenziosa, composta da fedeli, curiosi e personalità di ogni estrazione. Tra i primi ad arrivare, il cardinale Camillo Ruini, figura storica della Chiesa italiana, si siede in solitudine, piegato sui suoi 94 anni, mentre Joe Biden, defilato tra i vip, occupa il posto che gli spetta senza clamore. La storia, del resto, ha già scritto la sua pagina, e oggi non è il giorno dei potenti, ma di chi ha camminato "tra la gente", come ripetono in molti tra gli oltre 400mila presenti.

Francesco, che dell’umano ha saputo cogliere i paradossi senza giudicarli, ha lasciato un’impronta profonda, soprattutto tra i giovani. Michela Baronchelli, bergamasca di Rovetta, lo dice con parole semplici: «Dava l’esempio non a parole». Per una generazione che non ha conosciuto altro pontefice, Bergoglio è stato colui che ha osato parlare di pace e speranza anche quando i potenti lo ignoravano. Un messaggio che, seppur criticato da alcuni, ha scavalcato barriere ideologiche, arrivando dritto a chi cercava risposte concrete.

I due volti di Francesco – il gesuita argentino e il Papa venuto "quasi dalla fine del mondo" – si ritrovano uniti nel feretro di legno chiaro, avvolto dal vento che sfoglia il Vangelo posato sopra. Nelle litanie, i nomi di Ignazio di Loyola e Francesco d’Assisi risuonano uno dopo l’altro, quasi a sottolineare un destino già scritto. E mentre la folla applaude, riprendendosi simbolicamente il suo Papa, persino i grandi della terra, da Trump a Biden, appaiono provati, come se per una volta fossero stati costretti a misurarsi con qualcosa di più grande di loro.

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