Crimson Desert, il segreto degli aggiornamenti lampo secondo Pearl Abyss
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non capita spesso, nel settore dei videogiochi cosiddetti “tripla A”, di assistere a una metamorfosi cosí rapida e cosí profonda. Eppure, a un mese e mezzo esatto dal lancio su PlayStation 5, Xbox Series X/S e personal computer, Crimson Desert – l’action adventure open world targato Pearl Abyss – si presenta oggi come un prodotto decisamente piú rifinito e bilanciato rispetto al day one. Il merito, come spesso accade in questi casi, non è solo della tecnologia, ma di una precisa filosofia produttiva. Will Powers, marketing director dello studio sudcoreano, ha spiegato al Washington Post come la chiave di volta sia stata l’esperienza maturata sul campo con il precedente mmo, Black Desert Online: un titolo che gli sviluppatori hanno continuato ad aggiornare su base settimanale per piú di un anno intero.
Un’indipendenza che diventa un vantaggio competitivo
Powers ha definito Pearl Abyss, senza troppi giri di parole, “un publisher indipendente con la qualità di un tripla A”, e questa indipendenza – a suo dire – sarebbe proprio il motore della reattività mostrata dal team. A differenza dei colossi spesso impantanati in burocrazie aziendali e rigidi piani strategici, lo studio coreano si muove con un’agilità che ricorda piú da vicino le produzioni indie. “Ogni cosa, dalle patch ai contenuti, viene iterata in tempo reale sulla base del feedback e delle reazioni dei giocatori” ha dichiarato Powers nell’intervista. In sostanza, non si segue una roadmap preordinata perché, come ha aggiunto il dirigente, “se prepari una roadmap, stai facendo delle supposizioni. Noi non vogliamo basarci su supposizioni riguardo a ciò che i giocatori desiderano”. Un approccio, questo, che ha giá portato Pearl Abyss a integrare nel codice persino alcune idee suggerite direttamente dagli utenti, dimostrando una flessibilità fuori dal comune.
La patch 1.06.00 e le cavalcature speciali
Frutto di questa filosofia di lavoro, la nuova patch 1.06.00, giá resa disponibile su Steam per Pc e Mac, introduce una serie di novità sostanziali che toccano principalmente la gestione dell’equipaggiamento e l’esplorazione. La novità piú appariscente, in tal senso, riguarda l’introduzione delle “cavalcature speciali”. Con il nuovo sistema, alcuni animali selvatici (nell’elenco figurano orsi, lupi, cervi, cinghiali, leoni, tigri e cammelli) possono ora essere effettivamente addomesticati e poi registrati come veri e propri mezzi di trasporto. Per riuscirci, i giocatori dovranno guadagnare la fiducia delle creature: quelle piú aggressive, per intenderci, andranno prima sottomesse per via della loro indole combattiva, mentre per altre tipologie saranno previste meccaniche specifiche.
Estrazione e recupero materiali per ridurre il “grind”
L’altra faccia della medaglia, quella forse piú attesa dai veterani del genere, è la funzione denominata “Estrazione”. Interagendo con le fucine presenti nel mondo di gioco, sarà possibile riportare un oggetto a un livello di rifinitura precedente senza distruggerlo (un’operazione, questa, che in passato aveva generato piú di qualche frustrazione), recuperando in cambio una parte consistente delle risorse spese per i potenziamenti. Il sistema, va detto, opera una distinzione importante: i materiali piú rari, come gli Artefatti o le Scaglie di Aeserion, vengono restituiti al giocatore per intero, mentre le risorse comuni tornano indietro solo in misura parziale – si parla di circa il settanta per cento del totale utilizzato – per non stravolgere completamente l’economia di gioco. Si tratta, in definitiva, di un meccanismo che allevia la fatica nell’accumulo di risorse senza però azzerare del tutto la sfida nella gestione dell’equipaggiamento.




