Bari: tra il caffè più caro d'Italia e il presidio per Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i leader Europei sono riuniti a Copenaghen per discutere della guerra ibrida russa, l'Italia affronta questioni più vicine ai cittadini. A Bari, due storie parallele raccontano di disagio economico e impegno civile.

Il primato del caffè più costoso

Bari, insieme a Parma e Pescara, detiene il primato del rincaro più consistente per una tazzina di caffè. Un'indagine del Centro di formazione e ricerca sui consumi rivela un aumento del quaranta per cento rispetto al 2021. Una stangata che colpisce direttamente le abitudini quotidiane dei baresi, costretti a pagare un tributo particolarmente salato all’inflazione galoppante.

Il presidio permanente in Comune

Palazzo di città è diventato il teatro di una protesta organizzata e permanente. L’Aula Dalfino, sede del Consiglio comunale, è stata occupata da un presidio a tempo indeterminato, promosso dalla maggioranza di centrosinistra e dall’amministrazione del sindaco Vito Leccese. L’iniziativa, con turni prestabiliti di consiglieri e assessori, mira a esprimere solidarietà al popolo palestinese e a sostenere la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Il presidio è una forma di pressione politica affinché il Governo italiano riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina e garantisca corridoi umanitari efficaci.

Lo scenario internazionale: l'abbordaggio francese

Questo fermento locale si staglia su uno sfondo internazionale teso. Al largo delle coste francesi presso Saint-Nazaire, la Marina militare francese ha condotto un'azione di forza contro la petroliera Borocay, già nota come Pushpa. La nave, sebbene battesse bandiera del Benin, è nella lista nera delle sanzioni Europee per i suoi legami con la "flotta ombra" di Mosca. Militari francesi armati hanno preso il controllo del mercantile dopo averne individuato la rotta anomala. Un'operazione che rientra in una strategia più ampia per impedire alla Russia di eludere le restrizioni commerciali.

Una risposta europea alla guerra ibrida

L'azione francese rappresenta una parte della risposta europea evocata dalla premier danese Mette Frederiksen, che ha sottolineato la necessità di una reazione corale e determinata alle provocazioni della Russia. La guerra ibrida, fatta di cyberattacchi e disinformazione, richiede contromisure che vadano oltre la semplice condanna diplomatica. Intanto, a Bari, le luci dell’Aula Dalfino restano accese, un faro simbolico su una tragedia profondamente sentita, mentre i cittadini constatano nel gesto quotidiano del caffè il peso di un’economia sempre più insidiosa.

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