Zelensky apre alla pace sotto l’egida Trump, mentre il Pd si stringe intorno a Moretti e Gualmini nel Qatargate
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Volodymyr Zelensky, dopo aver a lungo incarnato l’immagine del leader inflessibile, sembra aver cambiato rotta. In un’inaspettata svolta, il presidente ucraino ha dichiarato di essere pronto a negoziare la pace sotto la mediazione di Donald Trump, una posizione che segna un netto distacco dalla retorica finora mantenuta. Questo dietrofront arriva a pochi giorni dal fallimento dei colloqui diplomatici nello Studio Ovale, dove Trump e il senatore JD Vance hanno espresso posizioni critiche verso il sostegno militare all’Ucraina. Zelensky, che ora sembra aggrapparsi anche al sostegno di Keir Starmer, leader laburista britannico, ha aggiunto di essere disposto a discutere un accordo sulle terre rare, risorse strategiche al centro di tensioni geopolitiche. Una mossa che, se da un lato potrebbe aprire nuovi scenari diplomatici, dall’altro solleva interrogativi sulle reali intenzioni di Kiev e sui possibili compromessi.
Intanto, in Europa, il caso Qatargate torna a far discutere. La procura federale belga ha chiesto al Parlamento europeo di revocare l’immunità delle eurodeputate del Partito Democratico Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini, entrambe coinvolte nell’inchiesta sulla presunta corruzione legata al Qatar. Le due, già autosospese dal gruppo parlamentare, sono al centro di una nuova fase delle indagini, guidata dalla giudice istruttrice Pascale Monteiro Barreto, subentrata dopo le dimissioni di Aurélie Déjaiffe e del magistrato Michel Claise, quest’ultimo costretto a lasciare per un presunto conflitto di interessi. Nonostante le accuse, il Pd ha deciso di fare quadrato intorno alle due esponenti, ribadendo la convinzione della loro estraneità ai fatti. Una posizione che, però, non ha impedito alla vicenda di riaccendere i riflettori su uno scandalo che, dal 2022, continua a scuotere le istituzioni europee.




